21 aprile 2016 | 11:21

Mediaset, Infront e Lega Serie A pronte al ricorso contro le multe Antitrust sull’inchiesta per i diritti tv del campionato di calcio: ricostruzioni errate e infondate. Sky fuori dal coro: accolta la nostra tesi difensiva

Multe per 66 milioni, in gran parte a carico di Mediaset (51 milioni), e poi nell’ordine di Infront (9milioni), Sky (4 milioni) e Lega Calcio (1,9 milioni). Dopo quasi un anno di indagini, si è chiusi così il procedimento avviato dall’Antitrust sull’assegnazione dei diritti televisivi sul Campionato di Serie A per il triennio 2015-2018, avvenuta nel giugno 2014. Nel corso dell’asta secondo l’Autorità si sarebbe verificata un’intesa restrittiva della concorrenza tra i due operatori della pay tv, suggerita da Infront, advisor della Lega, appoggiata da Mediaset e subito da Sky, che avrebbe danneggiato altri soggetti, come Eurosport, interessati a entrare nel mercato.

La decisione, come era logico supporre, ha immediatamente provocato le reazioni delle parti in causa, con Mediaset, Infront e Lega Calcio che hanno già annunciato il ricorso e nei loro commenti hanno contestato la stessa ricostruzione dei fatti sottolineando gli esiti positivi dell’asta, in particolare alla tutela del pluralismo e degli interessi dei telespettatori.

Nella foto, in senso orario: Pier Silvio Berlusconi, Andrea Zappia, Maurizio Beretta e Marco Bogarelli

“La decisione dell’Autorità della Concorrenza e del Mercato si basa su una ricostruzione errata e parziale degli eventi, il cui svolgimento è clamorosamente travisato per attribuire a Infront un comportamento che non ha tenuto e che, difatti, non è provato da alcun elemento”, ha spiegato il 20 aprile l’advisor della Serie A all’Ansa. “Anzi, le risultanze istruttorie provano che Infront ha svolto il ruolo di advisor della Lega in modo trasparente, corretto e conforme alla legge. “Tale decisione, risulta peraltro incomprensibile tenuto conto che gli esiti della gara hanno prodotto effetti positivi per la tutela del pluralismo e per il consumatore finale in termini di minor spesa come sottolineato anche dall’AGCom nel parere reso alla stessa AGCM”.

Più dura la reazione di Mediaset, colpita dalla sanzione più alta ammontante a 51 milioni di euro. Il Biscione ha diffuso un comunicato nel quale si è definito “allibito” per una decisione ”infondata, basata su un teorema costruito sulla sabbia e del tutto privo di qualsiasi riscontro probatorio”. Mediaset ha puntato prima di tutto il dito sulla disparità di trattamento per le parti coinvolte, soprattutto nella differenza “marchiana” con Sky. ”La ricostruzione dei fatti da parte dell’Agcm”, continua la nota di Cologno, “esplicita che l’Autorità avrebbe invece auspicato l’eliminazione del secondo soggetto assegnatario dei diritti, Mediaset. Con il risultato di eliminare la concorrenza nella trasmissione dei match di Serie A. In altre parole: un’Autorità Antitrust che incoraggia il trust”.

“E’ certo invece che l’assegnazione dei diritti ha prodotto benefici per tutti i soggetti: mondo del calcio, telespettatori e operatori tv”, sostiene ancora Mediaset ricordando l’ammontare della cifra incassata dalla Laga di Serie A, oltre 1 miliardo di euro, “la cifra più alta di sempre”, definita “frutto di un aspro duello tra offerte economiche di operatori diversi che peraltro ha visto Mediaset sostenere la quasi totalità dell’incremento dei costi rispetto al triennio precedente, nonostante nel nuovo contratto il numero delle squadre Mediaset sia calato da 12 a otto”.

“In secondo luogo, il fatto che i diritti non siano finiti in esclusiva a un’unica pay tv ha garantito ai consumatori il vantaggio del confronto pluralistico tra offerte e listini di due operatori in concorrenza. Esattamente il contrario, quindi, delle “intese anticoncorrenziali” lamentate dall’Autorità. Colpisce infine, da quanto risulta dai passaggi citati dal provvedimento, che l’Autorità delle Comunicazioni abbia dato una lettura completamente diversa se non opposta a quella stupefacente di oggi dell’Antitrust”.

Gli stessi elementi tornano anche nel commento della Lega Calcio, che si è detta “convinta di aver agito nel pieno rispetto della normativa vigente e delle regole di gara”, esprimendo sulla vicenda “un netto giudizio critico sul provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato” e ritenendo “che questa decisione sia stata adottata sulla base di una ricostruzione errata dei fatti e dei dati istruttori”.

Diversa invece la posizione della pay tv di Murdoch, che, in attesa di leggere il testo completo, ha invece parlato di una decisione Antitrust che accoglie la tesi difensiva di Sky, riconoscendo che “l’azienda non ha promosso alcun accordo restrittivo della concorrenza”.