21 aprile 2016 | 17:29

L’ad di Vivendi, de Puyfontaine: un grande progetto latino dietro ai nostri investimenti in Telecom Italia e Mediaset. Gli operatori telefonici partner imprescindibili per distribuire e monetizzare i nostri contenuti

L’accordo con Mediaset, il ruolo in Telecom Italia e i contatti con altri operatori internazionali. Questi alcuni dei temi discussi durante l’assemblea degli azionisti di Vivendi nella quale l’ad Arnaud de Puyfontaine e il presidente Vincent Bollorè hanno parlato dei colpi messi assegno dal gruppo francese che, per usare le parole dello stesso de Puyfontaine, persegue l’obiettivo di diventare “un campione dei media” e “la casa di tutti i talenti”, mantenendo il focus sull’Europa del Sud, “mercato prioritario” per gli investimenti.

Parlando della partecipazione in Telecom Italia, secondo quanto riportano le agenzie, de Puyfontaine ha ribadito la sua soddisfazione per la quota detenuta, parlando di un investimento a lungo termine, fatto con l’intenzione di accompagnare la telco italian in progetti a lungo termine, come la banda ultralarga. ”Gli operatori telefonici sono partner imprescindibili per distribuire e monetizzare i nostri contenuti”, ha detto. “E’ un cerchio virtuoso”, con Vivendi che intende “stringere legami con gli operatori telefonici attraverso partecipazioni e partenariati industriali”.

Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi (foto Olycom)

“La nostra quota in Telecom Italia rientra all’interno del nostro progetto di un gruppo latino dei media e dei contenuti, pensiamo sia importante essere parte in ogni consolidamento del mercato”, ha detto ancora il manager. “Ci apre la possibilità di andare avanti nel nostro progetto, così come l’accordo siglato con Mediaset un paio di settimane fa. Se vogliamo costruire dobbiamo aumentare la nostra portata in termini di accesso ai clienti, se abbiamo le dimensioni potremo investire su contenuti di alta qualità al livello mondiale, nella musica, nelle immagini, domani nei videogiochi, e perché no, se ci sarà la possibilità, nell’editoria”, ha spiegato ancora, pur negando la possibilità di un eventuale interesse diretto del gigante francese per Rcs.

L’obiettivo dunque è “produrre e distribuire programmi televisivi in comune” e “creare una piattaforma mondiale over the top”, una sorta di Netflix europeo, in grado di competere su scala globale. ”Vivendi non ha acquistato Mediaset Premium senza avere la prospettiva di renderla redditizia”, ha detto ancora de Puyfontaine.

In ogni caso sul fronte pay tv la situazione per la francese Canal+, sempre di proprietà di Vivendi, non è molto rosea e durante l’assemblea si è parlato della possibilità di registrare una perdita operativa di oltre 400 milioni di euro nel 2016. A dirlo è stato Stephane Roussel, direttore generale di Vivendi, secondo cui “la perdita può essere di più di 400 milioni di euro nel 2016, se non reagiamo”. Nel 2015 si era registrata una perdita di 264 milioni di euro. Bollorè, stesso ha poi avvertito che le perdite non potranno essere finanziate “a tempo indeterminato”.