22 aprile 2016 | 10:53

Vivendi con Mediaset e Telecom Italia un polo latino per sfidare gli Usa. Bolloré: puntiamo molto sulla voglia di fare dell’Italia

Corriere della Sera, Nazionale –  22/04/2016 - Sul palco dell’Olympia (il teatro fa parte del gruppo Vivendi), durante l’assemblea degli azionisti Vincent Bolloré spiega perché ha venduto l’operatore brasiliano Gvt e invece ha comprato Telecom Italia.

«Sono stato in Brasile, e mi è venuta una gran paura. Era il periodo in cui tutti parlavano del Brasile come del posto in cui bisognava essere, e io invece non ero affatto convinto. Appena si è presentata l’occasione ho preferito vendere e venire via, e forse ho avuto ragione vista la situazione in cui si trova quel Paese adesso». L’azionista di riferimento di Vivendi si lancia invece in uno sperticato elogio dell’Italia: «Da venti anni ho interessi lì e vedo lo sviluppo notevole di questo Paese, uno sviluppo che sta accelerando e fa sì che il divario con la Francia stia scomparendo. In Italia le cose vanno bene, è un popolo che ha preso in mano il suo destino, che ha fatto le riforme, il risultato è che in Italia non ci sono più scioperi, ci sono persone che hanno voglia di creare e di avanzare. Allo stesso tempo il cinema italiano, quando ero giovane, era formidabile mentre adesso è sparito. E questa è una delle cose che possiamo aiutare a risolvere, in particolare con Canal Plus, perché i contenuti del cinema italiano sono estremamente interessanti».

Vincent Bolloré (foto Olycom)

Su Telecom Italia, «il fatto di vedere che Xavier Niel è interessato, che sui giornali si parla di Orange e Vodafone, prova che siamo nel posto giusto». Telecom Italia e Mediaset Premium sono i cardini dell’espansione di Vivendi verso il Sud dell’Europa per creare un «campione mondiale della cultura, che è una cosa buona da un punto di vista morale e anche finanziario».

Finita l’assemblea, il ceo Arnaud de Puyfontaine incontra i giornalisti italiani e conferma l’idea di un «polo latino» dei contenuti che possa fare concorrenza ai giganti americani e asiatici.

«L’Europa del Sud è il mercato prioritario nei nostri investimenti, dobbiamo raggiungere dimensioni sufficienti per competere e distribuire contenuti di alta qualità nella musica, tv, cinema, videogiochi e perché no, editoria se si presenta l’occasione». C’è quindi un interesse per Rcs, la casa editrice del Corriere della Sera? «No, abbiamo già tante cose da fare», risponde Puy-fontaine.

Vivendi ribadisce la scelta di investire a lungo termine in Telecom Italia – «accompagnando la società nei suoi progetti di sviluppo, uno dei quali è la banda ultra larga» – senza il coinvolgimento di Orange: «Facciamo molte cose con loro ma il nostro progetto è al di fuori di qualsiasi aspetto delle relazioni con Orange».

Quanto a Mediaset Premium, «non darei affatto per scontato che continui a perdere soldi, Vivendi non ha acquistato Mediaset Premium senza avere la prospettiva di renderla redditizia».