26 aprile 2016 | 10:53

L’Usigrai annuncia un esposto all’Anticorruzione e alla Corte dei conti contro la scelta di dirigenti esterni in Rai. L’azienda: nessuna violazione

La battaglia sulle nomine esterne in Rai finisce davanti all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Corte dei conti. Ad annunciare un esposto contro i vertici della tv pubblica per la presunta violazione dello statuto e delle regole sul reclutamento del personale contenute nel Piano Anticorruzione è l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti interni, con una nota diramata nella mattinata di sabato 23 aprile, alla quale ha fatto eco anche il senatore di Fi Maurizio Gasparri, membro della Commissione di Vigilanza. E proprio davanti alla bicamerale il deputato Pd Michele Anzaldi chiede che riferiscano al più presto i responsabili del rispetto delle norme interne in materia.

Vittorio di Trapan, Segretario Generale Usigrai (Europaquotidiano.it)

Oggetto del contendere, sintetizza Ansa ricostruendo la vicenda, sono i dirigenti esterni chiamati dal dg Antonio Campo Dall’Orto nei nove mesi di guida della tv pubblica, che supererebbero i limiti consentiti. “Lo Statuto e il Piano Triennale Anticorruzione sono stati pienamente rispettati, la replica dell’azienda che ha ribadito come per la prima volta nella storia della Rai i nuovi dirigenti abbiano quasi tutti contratti triennali, “il che consentirà di risparmiare cifre molto significative negli anni a venire”. Secondo la Rai, inoltre, “i manager esterni assunti, alcuni dei quali in sostituzione di altri che hanno lasciato l’azienda, non sono 20 ma 17 e il loro costo non è di 8 milioni di euro, come ipotizzano i sindacati, ma di circa 4 milioni”.

Di diverso avviso i sindacati, ancora più agguerriti dopo gli ultimi arrivi per formare la squadra del direttore dell’offerta informativa, Carlo Verdelli. Il dg, sostengono, avrebbe superato la soglia del 5% dei 252 dirigenti totali (quindi circa 13) e non sarebbe stata effettuata quella ricognizione preliminare della disponibilità di risorse interne richiesta dalla legge anticorruzione. Secondo la tesi opposta, invece, la soglia sarebbe stata rispettata perché lo statuto è entrato in vigore solo a gennaio e le norme in questione non avrebbero efficacia retroattiva.

“La risposta della Rai è una toppa peggiore del buco”, la controrisposta dell’Usigrai, in una seconda nota stampa. La Rai dice che i contratti sono “quasi” tutti triennali, e che al job posting si è fatto “ampio ricorso”. Bene, noi riteniamo che le regole non si rispettino “quasi” né in maniera “ampia”: le regole si rispettano sempre e per intero”. La denuncia del sindacato trova d’accordo il presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti, e il senatore Pd, Salvatore Margiotta, che esprimono il loro sostegno su Twitter.

“Proporrò di convocare in Commissione di Vigilanza il direttore del personale e dell’internal audit Rai”, ha incalzato Anzaldi, perché sono loro i responsabili per legge dell’attuazione del protocollo anticorruzione”.

Giovedì, concluede l’agenzia, sarà ascoltato il dg Campo Dall’Orto. “In quell’occasione farò una vera e propria requisitoria circa le violazioni che sono state fatte”, ha già annunciato Gasparri, avvertendo che “se il cda dovesse non contestare o in qualche modo avallare queste decisioni sarebbe corresponsabile insieme al Dg e quindi sanzionabile”.