26 aprile 2016 | 11:00

La soppressione della pubblicità su RaiYoYo non farà registrare cali negli ascolti, dice il direttore di Rai Ragazzi, Massimo Liofredi. Un regalo alla concorrenza? No, un gesto di sensibilità che tutti i canali per bambini dovrebbero imitare

“Quale effetto avrà la soppressione della pubblicità su Rai YoYo? Sono convinto che voleremo negli ascolti e non registreremo alcun calo. Inoltre fa piacere che la nostra rete sia una sorta di apripista per la nuova Rai”. Ne è convinto il direttore di Rai Ragazzi, Massimo Liofredi, che per ‘Avvenire‘ così commenta l’imminente abolizione della pubblicità su RaiYoYo a partire da domenica prossima 1° maggio: “siamo pronti”.

Massimo Liofredi (Foto: Olycom)

Rai YoYo è il primo canale italiano a rimuovere la pubblicità e la cancellazione degli spot commerciali era prevista già dal Contratto di servizio 2013-2015, ma non è mai entrato in vigore, nonostante le pressioni della Commissione di Vigilanza, spiega ‘Avvenire’.

Più che un regalo alle altre stazioni, precisa il direttore di Rai Ragazzi, si tratta di “un segno di sensibilità verso gli spettatori da parte del servizio pubblico”; ”un’opportunità e in questi mesi abbiamo messo a punto una programmazione adeguata”, chiarisce Liofredi.

“In questi anni la rete ha dato un significativo contributo all’azienda anche in termini di entrate. Siamo un fiore all’occhiello”, aggiunge. Infatti, la raccolta pubblicitaria del canale pre-scolare ammonta ad almeno 17 milioni di euro l’anno per viale Mazzini.

Secondo Liofredi, “andrebbe rivista la presenza della pubblicità su tutti i canali per bambini e preadolescenti”. Perché “se un’inserzione commerciale è considerata non salutare per un piccolo spettatore che guarda Rai YoYo, lo è anche per chi si sintonizza su reti alternative alla nostra”.

“Gli attuali vertici sono attenti al prodotto – continua – e una parte dei maggiori proventi che deriveranno dalla lotta all’evasione del canone sarà destinata proprio a Rai YoYo”.

“Abbiamo già previsto”, conclude Liofredi, “di riservare i nuovi spazi alle produzioni italiane. Vogliamo che la nostra rete favorisca il made in Italy”.