26 aprile 2016 | 12:51

Polemiche per le pressioni del governo turco sui giornalisti stranieri. E intanto il giornale britannico ‘Spectator’ lancia una gara di poesie satiriche contro il presidente Erdogan

Continuano gli interventi repressivi delle autorità turche contro i media e i giornalisti critici verso il governo e il presidente Erdogan. Stando a quanto riportano le agenzie, il 25 aprile un tribunale di Istanbul ha condannato il direttore del quotidiano turco di opposizione laica Cumhuriyet, Can Dundar, a pagare una sanzione di 28.650 lire turche, pari circa a 9 mila euro, per aver offeso il presidente Recep Tayyip Erdogan, il figlio Bilal e altre 7 persone in alcuni articoli sulla cosiddetta Tangentopoli del Bosforo del dicembre 2013.

“Se rivelare la verità è un crimine, allora continueremo a commetterlo”, ha scritto sul suo profilo Twitter dopo la condanna il giornalista, che in un altro processo rischia l’ergastolo, con il suo caporedattore Erdem Gul, per uno scoop sul passaggio di armi dalla Turchia alla Siria.

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

Recep Tayyip Erdogan (foto Olycom)

Una costante, questo tipo di repressioni, che hanno fatto reagire diverse organizzazioni internazionali che più volte hanno parlato di rischi concreti per la libertà di stampa nel Paese. Negli ultimi tempi però nel mirino delle autorità sono finiti anche giornalisti stranieri. L’ultimo caso è quello della reporter turco olandese Ebru Umar che sabato è stata prima fermata e poi rilasciata con il divieto di lasciare il Paese dalla polizia per un tweet polemico nei confronti di Erdogan. Sempre sabato a David Lepeska, giornalista che negli anni ha scritto per il ‘Guardian’ e ‘Al Jazeera’, è stato bloccato all’aeroporto di Istanbul e poi, senza riscontri ufficiali, rimbarcato su un volo per Chicago. Come lui anche Giorgos Moutafis, fotografo greco che lavora per la Bild, di passaggio nella capitale turca prima di andare in Libia, o Volker Schwenk, direttore della redazione dei Cairo della tv tedesca Ard, bloccato il 19 aprile.

Ma le pressioni turche ultimamente non si sono fermate solo ai confini del Paese, arrivando anche in Europa. Come dimostra il caso eclatante con la decisione del governo tedesco di concedere l’autorizzazione al procedimento penale contro il comico della Zdf Jan Boehmermann per una poesia satirica sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Tralasciando le ripercussioni politiche per la scelta, che secondo i sondaggi avrebbe visto più del 60% dei tedeschi in disaccordo con Angela Merkel, non possono che far riflettere le parole dello scrittore Douglas Murrray che sul giornale britannico ‘Spectator’, ha parlato di un dominio di Erdogan che si estende già al Vecchio Continente. E sempre lo stesso giornale è diventato protagonista di una singolare iniziativa, lanciando un concorso per i lettori con l’invito a scrivere poesie irriverenti contro Erdogan. In palio per il miglior componimento un premio di 1.000 sterline.