26 aprile 2016 | 17:09

Sui social media hanno diritto di parola gli imbecilli che prima parlavano solo al bar, dice Fiorello. E poi ci sono i giornalisti pigri che sui tweet polemici costruiscono articoli

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo aver bevuto un bicchiere di vino”. Intervistato dal settimanale ‘Chi’, Fiorello parafrasando Umberto Eco, si esprime senza mezzi termini sulla questione dei social network, non risparmiando critiche anche a quei giornalisti, da lui definiti pigri, che su un cinguettio polemico montano articoli e casi mediatici.“A volte si dà troppa importanza a chi non ne ha”, dice lo showman sicialiano, tornato da poco in tv con ‘Rischiatutto’, dopo 5 anni di assenza, secondo quanto anticipa l’agenzia Askanews. “Magari uno si alza al mattino con la luna di traverso e twitta: ‘Quel programma in tv fa schifo’. Ma chi sei tu per dirlo? Che competenza hai? Tu vali uno! Il problema è che ci sono poi giornalisti pigri che prendono quel tweet e ci costruiscono un articolo. E in poco tempo quel singolo commento diventa ‘la rivolta del Web’”. “D’accordo, Internet è democrazia, ma aveva pure ragione Umberto Eco quando ha detto quella cosa sui social media e gli imbecilli”.

Nella foto Fazio e Fiorello durante la puntata di ‘Rischiatutto’

Fiorello, parla anche del premio ‘È giornalismo’, che riceverà il prossimo 10 maggio e racconta la nascita e l’evoluzione della sua ‘EdicolaFiore’. “Abbiamo lanciato dei personaggi. Agonia, è appena stato ingaggiato da Giovanni Veronesi per il suo prossimo film. Ma in questi anni, dobbiamo dirlo, abbiamo fatto anche autentica informazione”. Fiorello ha dato voce ai cittadini dell’Aquila terremotata, per esempio. E quando Messina, l’anno scorso, rimase senz’acqua, furono Fiorello & C. a portare la questione all’attenzione nazionale.