26 aprile 2016 | 18:07

Segnali di ripresa per il libro in Italia: si vendono più diritti all’estero (+11,7%) e titoli per bambini (12,2%). Narrativa a +15,2%, ma il 37% della classe dirigente non legge affatto

Segnali di risveglio per il settore del libro. In particolare, il settore dei libri per bambini, nonostante una natalità prossima allo ’0′, è cresciuto fino a rappresentare il 17,4% del mercato. Lo rileva l’Associazione Italiana Editori, che venerdì 13 maggio sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino con il convegno Sarà tutta un’altra storia – Il nuovo inizio del XXI secolo, in programma dalle 10.30 alle 12 nella Sala Blu e dove interverranno Sandro Ferri (Edizioni e/o), Monica Manzotti (Nielsen), Federico Motta (Associazione Italiana Editori), Paola Ronchi (HarperCollins), Enrico Selva Coddè (Mondadori).

Federico Motta, presidente Aie (Foto: Olycom)

Si sanno vendere di più i diritti all’estero (+11,7%), prosegue l’Aie, e a editorie di Paesi molto diversi da quelli di un tempo. Si sanno vendere libri per bambini (+12,2%) ma anche diritti di narrativa italiana (+15,2%). Proprio la narrativa italiana è sempre più apprezzata all’estero.

Il mondo nuovo in cui si è entrati, perché in grado di innovare e cambiare, porta con sé una sfida, secondo l’Aie: invertire il dato di non lettura in Italia. Il nostro mercato editoriale coincide, infatti, con quello linguistico e ben oltre la metà della popolazione dichiara di non leggere alcun libro (e non lo fa il 37% dei dirigenti) o e-book (non ne legge l’84%).