27 aprile 2016 | 18:45

Domani Cairo presenta alla Consob il prospetto per Rcs e dice “La mia offerta non è modificabile”. Al momento non c’è nessun progetto di fusione con Cairo Communication. Della Valle? Se resta tra i soci sono contento

“Non ci sarà nessun miglioramento dell’offerta” per Rcs. Così si è espresso Urbano Cairo nel corso dell’assemblea della sua società, affrontando i temi che riguardano l’Ops per Rcs da lui lanciata qualche settimana fa. “Domani presenteremo a Consob quello che abbiamo detto nel comunicato ai sensi dell’articolo 102 del TUF, con uno sviluppo del piano industriale”. “Rispetto alle motivazioni dell’offerta abbiamo arricchito e sviluppato i temi”, ha detto. “Il documento di offerta dettaglia ogni ulteriore cosa rispetto alla sospensiva”. “Oggi le condizioni sono queste. L’offerta è al 50% più uno” del capitale di adesioni, oltre al “waiver e standstill delle banche”. “Io sono fermo qua”. “Procederemo ad incontri nei prossimi giorni, nei tempi utili, rispetto alle condizioni che abbiamo posto”, ha detto, ha detto poi riferendosi alle banche creditrici di Rcs con le quali, ha detto il presidente di Cairo Communication, ha già avuto “qualche abboccamento”. “C’è disponibilità”.

Urbano Cairo (foto Olycom)

“La nostra è stata un’offerta fatta senza fare accordi con nessuno, neanche con Renzi ed è stata fatta sulla base delle nostre valutazioni e aspettative. Ho fatto una proposta lungamente meditata, basata sul fatto che Rcs ha un debito non piccolo e che ha bruciato molta cassa negli ultimi anni”. “Ho ritenuto che questa fosse un’offerta congrua”, ha aggiunto poi l’editore sollecitato sia sul fatto che il consiglio Rcs ha definito l’offerta non congrua e sia sulla reazione di alcuni soci che ritengono l’offerta troppo bassa. ”Non voglio convincere nessuno, il mercato è sovrano e valuterà se l’offerta è congrua oppure no e se gli starà bene avere me alla guida del gruppo”.

“La mia valutazione è stata fatta anche considerando gli altri gruppi sul mercato italiano”, ha aggiunto, ricordando i punti di analogia e di differenza con l’Espresso che “ha cassa positiva e non ha debito, ha Repubblica e un network importante di giornali locali con ottima marginalità positiva, oltre alle radio”. Rcs ha il Corriere, la Gazzetta e il Giro d’Italia ed è in Spagna, ha ricordato. “Noi abbiamo valutato l’azienda 285 milioni di equity più il debito, sono 770 milioni. Non mi sembra poco”.

“Più che parlare di piani quello che conta è la loro realizzazione. I piani sono importantissimi – perché è giusto avere una bussola, sapere dove si va – ma quello che conta è farli”. Così ha replicato a chi chiedeva se le stime del ‘piano Cioli’ lo convincessero. Cairo ricorda quanto accaduto al momento dell’acquisto di La7. “Quando abbiamo fatto a La7 l’80% del taglio costi in sei mesi, non è che io avessi un piano di 20 pagine, io avevo quattro cose chiare in mente e che ho perseguito in maniera feroce perché era l’unico modo o l’azienda falliva”. Sui tagli necessari a Rcs “Io non lo so, dobbiamo ancora vedere come andrà la nostra Ops”. “La velocità è tutto”, ha aggiunto, “a maggior ragione in un mondo come questo dove le cose cambiano anche rapidamente”.

Per quanto riguarda le tempistiche, il presidente ha ricordato che “domani presenteremo il prospetto. Consob ha i suoi tempi per valutare. Poi una volta che ci sarà il via libera alla pubblicazione vedremo quando partirà l’offerta e quanto durerà. L’offerta potrebbe partire a giugno”.

Sulla possibilità che l’operazione possa andare a buon fine, il presidente si è limitato a dire di essere “ottimista per natura”. Commentando quanto detto da Della Valle la scorsa settimana, Cairo ha sottolineato che gli farebbe piacere se dovesse restare dentro l’azionariato di Rcs, dove oggi figura al 7,3%. “Ho letto le sue dichiarazioni, mi sono sembrate le dichiarazioni di un socio che crede nell’azienda, vi ha investito e vuol continuare ad essere socio”. “Come ha detto lui di me, dico che è un amico e se rimane azionista mi fa piacere”. “Tronchetti non ha detto ’irricevibile’ (rispetto all’offerta, ndr), Cimbri ha detto delle cose anche positive in un’intervista in cui ha espresso pareri lusinghieri dopodiché ha detto che avrebbe valutato”, ha poi aggiunto citando gli interventi dei soci forti del gruppo di via Solferino.

Riferendosi poi alle società di Rcs fuori dall’Italia, Urbano Cairo si è detto interessato all’acquisto di tutte le attività, incluse quelle in Spagna. “Quando nel comunicato sull’Ops abbiamo inserito le motivazioni dell’offerta – ha spiegato – se dici che vuoi migliorare l’efficientamento del gruppo, non lo dici solo per l’Italia, ma per l’azienda tutta, Italia e Spagna. La Spagna rappresenta il 30% dei ricavi del gruppo, figuriamoci quindi se uno non considera la Spagna”. A chi gli chiedeva se vedeva bene alla direzione del Corriere della Sera, Enrico Mentana, Cairo ha risposto che: “Mentana è un ottimo direttore del Tg di La7. Il Corriere ha un direttore che è Lucio Fontana ed è anche bravo”.

L’editore ha quindi escluso per il momento piani di fusione tra Cairo Communication e Rcs MediaGroup: “Oggi questa cosa non è stata prevista perché non conosciamo in modo approfondito come è gestita l’azienda, e quando vai a ipotizzare una fusione devi conoscerla molto bene”, ha detto. “Poi tutto è da vedere”.

Enrico Mentana è un ottimo direttore del Tg de La7. Il Corriere ha un direttore che è Luciano Fontana ed è anche bravo”. Risponde così Urbano Cairo a chi gli chiede se nell’ambito dell’Ops su Rcs veda bene Mentana come direttore del Corriere.