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27 aprile 2016 | 15:32

Gaddo della Gherardesca, presidente dell’Associazione dimore storiche italiane (Adsi)

L’Associazione dimore storiche italiane (Adsi) ha annunciato il 27 aprile l’elezione di Gaddo della Gherardesca a presidente nazionale per il triennio 2016/2019 che succede a Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini.

Gaddo della Gherardesca

La nomina, spiega una nota, è avvenuta a seguito della votazione per il rinnovo delle cariche sociali tenutasi in occasione della XXXIX Assemblea dei Soci il 13 aprile scorso, e della successiva votazione per la scelta del Presidente fra i soci più votati, tenutasi oggi presso il Circolo della Caccia e riservata ai Presidenti regionali ed ai Consiglieri Nazionali di Adsi.

Gaddo della Gherardesca, 66 anni, fiorentino di nascita, appartiene ad una delle più antiche famiglie toscane. Membro del Consiglio nazionale dell’Associazione dimore storiche italiane dal 2010, è dal 2015 rappresentante dell’Italia presso L’European Historic Houses Association.

Esperto di media e comunicazione, ricopre attualmente la carica di vice presidente di Prs, società concessionaria di pubblicità, attiva nel settore delle televisioni di area e satellitari, della radio e del web. Si occupa inoltre attivamente dell’amministrazione e dello sviluppo di proprietà di famiglia situate in Maremma, sulla costa toscana.

Durante l’Assemblea dei soci si è votato anche per il rinnovo del Consiglio direttivo di Adsi, composto oltre che dal presidente da otto membri: Immacolata Afan de Rivera Costaguti, Alessandro Barbiano di Belgiojoso, Giovanni da Schio, Vittorio Giulini, Giada Lepri, Lorenza Mochi Onori, Clotilde Trentinaglia de Daverio Corsini, Orazio Zanardi Landi.

Gaddo della Gherardesca ha dichiarato: “sono onorato di essere stato scelto a rappresentare una realtà di eccellenza come l’Associazione dimore storiche italiane, che ha come missione la tutela, la valorizzazione dei beni storici culturali privati italiani. Un tema estremamente attuale, nel momento in cui la bellezza e la ricchezza del nostro patrimonio culturale sono finalmente al centro del dibattito e dell’attenzione dell’opinione pubblica.”

“La questione non è solo la conservazione di questo patrimonio, a cui i proprietari privati dedicano da sempre, e fin dove possibile, i propri sforzi, ma anche la sua valorizzazione, perché possa esprimere il suo enorme potenziale economico: ospitalità, turismo, produzione enogastronomica di qualità, edilizia, paesaggio e artigianato ruotano tutti attorno a un sistema che ha già importanti ricadute sul territorio e che, se sostenuto, può crescere esponenzialmente. Il nostro scopo, quindi, in un dialogo costruttivo con le istituzioni, ma anche con gli operatori economici e le comunità locali, è quello di trovare insieme nuove strade e sviluppare nuovi progetti che aiutino la crescita del Paese”.