27 aprile 2016 | 17:33

Sale l’influenza dell’editoria italiana all’estero. L’Europa resta la piazza di riferimento, ma cresce il valore degli altri mercati che rappresentano la metà delle transazioni. La narrativa il genere più richiesto.

Aumenta l’influenza dell’editoria italiana oltre confine, così come la percentuale di titoli venduti. Al tempo stesso è in crescita anche il numero di titoli per cui sono stati acquistati i diritti. È quanto emerge dall’indagine sull’import/export di diritti 2016, realizzato da Gianni Peresson dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori  per conto di ICE, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in uscita in occasione della partecipazione dell’Italia paese Ospite d’Onore alla XXVI Fiera Internazionale del Libro di Abu Dhabi in programma dal 27 aprile al 3 maggio.

Secondo il rapporto, il primo realizzato dal 2007 coinvolgendo 870 editori grazie alla rilevazione dei dati di vendita/acquisto 2014 e 2015 dei diritti per Paese dei segmenti Narrativa, Bambini, Saggistica, Illustrati e Altro (Manualistica, self help, guide), nel 2015 le case editrici italiane hanno venduto all’estero i diritti di quasi 6mila titoli (+11,7% sul 2014). Le vendite complessive sono di 5.914 titoli del 2015, in aumento del +69,5% rispetto ai 3.490 titoli del 2007. L’andamento è ancor più evidente se si estende l’arco temporale: tra il 2001 e il 2015 la vendita dei diritti è cresciuta del +228,6% (da 1.800 titoli a 5.914). La percentuale dei titoli venduti nel 2015 rappresenta il 9,5% delle novità pubblicate dalle case editrici italiane, nel 2007 era il 3,2%. Sul versante degli acquisti l’editoria italiana mostra grande interesse per quello che è scritto e pubblicato negli altri Paesi. Nel 2015 sono stati 10.685 i titoli di cui si sono acquisiti i diritti da case editrici straniere. Una crescita del +97,8% rispetto ai 5.400 titoli del 2001. Gli acquisti complessivi crescono del +38,2% sul 2007, percentuale inferiore all’aumento dell’export (+69,5% sul 2007).

Federico Motta, presidente Aie

L’attenzione per gli editori italiani all’estero è aumentata, in particolare per Narrativa e Bambini e ragazzi. Nel 2015 il 9,5% dei titoli pubblicati trova un interesse da parte delle case editrici straniere. Quasi un titolo su dieci ha un mercato estero. Nel 2001 era il 3,2%. La Narrativa italiana rappresenta oltre un terzo della vendita dei diritti (il 35,8% nel 2015) e insieme ai libri per Bambini e Ragazzi (il 36,2% del mercato) sono i due generi predominanti, con il 72% dei diritti transitati nel 2015. In calo dello 0,8% invece l’export della Saggistica, che copre il 16,3% dei diritti venduti nel 2015, così come gli Illustrati, che scendono al 7% (nel 2007 era al 17,7%, -32,6%). Il resto (la cosiddetta “Altra produzione”, manualistica, self help, guide, etc) perde il 6,4% rispetto al 2007 ma cresce dell’89,7% rispetto al 2014.

Come nella vendita, anche nell’acquisto dei diritti la Narrativa è il genere che incide di più: nel 2015 gli acquisti sono il 32,6% (erano il 30% nel 2007). I Bambini e Ragazzi rappresentano una fetta di mercato stabile (il 17,9%), mentre la Saggistica ha subito una forte contrazione al 21,3% nel 2015 (era il 34,9% nel 2007). Un’evidente diminuzione riguarda gli acquisti degli Illustrati che sono il 2,8% nel 2015, in calo rispetto al 4% del 2007. Ad aumentare è la cosiddetta “Altra produzione” che raggiunge il 25,4% nel 2015 (nel 2007 era il 13,2%).

Quali generi si vendono? La crescita dell’export della Narrativa dimostra una maggiore attenzione degli editori stranieri alla nostra produzione, anche se – dal 2001 al 2015 – il segmento presenta un saldo negativo tra la vendita all’estero di titoli di scrittori italiani e l’acquisto di diritti da parte delle case editrici straniere: +57,8% nella vendita rispetto al 9,3% nell’acquisto. Il genere letterario che ha subito la rivoluzione maggiore è quello Bambini &Ragazzi. Fino al 2007 si importavano un numero di titoli da pubblicare (1.348) superiore ai venduti (1.004). Nel 2014 la situazione si è capovolta e la vendita dei diritti (1.907) ha sorpassato gli acquisti (1.501) con una differenze positiva di 406 titoli. Questo trend è proseguito anche nel 2015, nonostante la differenza si sia ridotta (223 titoli). In particolare è l’Europa ad avere la quota maggiore con l’acquisto di 952 diritti di libri che rappresentano il 45,2% del segmento.

Anche per gli Illustrati nel 2015 i titoli venduti a editori stranieri (415) sono maggiori di quanti ne sono stati comprati dagli altri paesi (308). Invece la Saggistica riporta un saldo negativo nel rapporto tra vendita all’estero e acquisti dei diritti, con 2.272 titoli acquistati e 965 venduti. Rispetto al 2007 c’è un calo nell’Import del -5,9% che può essere attribuito a una maggiore disponibilità del lettore a leggere in lingua originale, oppure gli acquisti nelle librerie on-line dall’estero o i contenuti disponibili direttamente da siti e piattaforme.

L’Altra produzione è contraddistinta da un andamento negativo nel corso degli anni, che parte dai 40 titoli di disavanzo tra acquisti e vendite nel 2001 fino ai 2.437 nel 2015.

Le vendite per metà sono ancora in Europa, che è il principale mercato di riferimento per gli editori italiani con il 50,8% della capacità di assorbimento, e rispetto alle rilevazioni del 2007 ha perso la sua posizione dominante che assorbiva due terzi delle vendite (il 76,5 %). La suddivisione dell’export per genere letterario conferma il ruolo protagonista dell’Europa con il 49,5% per la Narrativa, il 42,5% dei libri per Bambini e Ragazzi, il 65,4% della Saggistica, il 39,9% degli illustrati e addirittura il 77,1% della cosiddetta “Altra produzione” (manualistica, self help, guide, etc). In particolare la Spagna ha comprato il numero più alto di titoli (879 nel 2015) mentre in termini percentuali la crescita maggiore è stata rilevata nei paesi del Nord Europa (Svezia esclusa) che sono passati dai 15 titoli del 2007 ai 167 titoli del 2015, (+1013,3%).

L’editoria italiana ha articolato meglio le sue proposte in terreno internazionale, di conseguenza oggi i mercati non europei rappresentano la metà delle transazioni (il 49,2%).
Cresce l’export nell’area Asiatica e arriva al 14,4% del 2015 (era l’11,5% del 2007). Merito soprattutto della Cina che ha acquistato 600 titoli nel 2015, quasi il quadruplo rispetto ai 142 del 2007. Nella suddivisione per generi, l’Asia assorbe il 28,7% degli Illustrati, il 10,9% della Narrativa e il 16,4% della letteratura per Bambini e Ragazzi.
L’Area del Pacifico passa al 5,2%, dallo 0,6% del 2007 (in termini assoluti da 20 a 305 titoli).
Un’altra sorpresa arriva dal Medio Oriente: la quota di mercato ha raggiunto il 3,7% nel 2015 dall’1,5% del 2007, in crescita del +219,2%. È merito dell’interesse dell’editoria turca verso gli autori italiani, degli altri Paesi del Medio oriente e del Mediterraneo (+346,7%), dell’Egitto che, assente nel 2007, tra 2014 e 2015 acquista 11 titoli di autori italiani.

L’editoria Nordamericana aumenta la quota di mercato fino al 6,4% nel 2015 (+145,5%, era il 4,4% del 2007), forse anche per merito «effetto Ferrante». Insieme al Centro e Sud America che arriva al 19,5% del 2015 (dal 5,5% nel 2007 , +504,2%), le Americhe del Nord, Centro e Sud sono la destinazione di un quarto dei titoli venduti, ovvero il 25,9%. In particolare a trainare il Centro e Sud America sono stati l’Argentina (+918,5% rispetto al 2007) e il Messico (+1231,5% rispetto al 2007). L’export nei confronti di questa area geografica si caratterizza per la Narrativa (23,6%) e i libri per Bambini e Ragazzi (23,1%), meno forte la Saggistica (11,7%) e gli Illustrati (11,8%).

Anche per gli acquisti le editorie europee coprono oltre la metà: con il 55% delle transazioni in entrata (nel 2007 erano il 58,2%). Segue il mercato nordamericano, che ha il 28,6% dell’import. Dall’Europa arrivano 5.822 titoli e i paesi principali sono l’Inghilterra (2.169 titoli) e la Francia (2,115). Anche la suddivisione dell’import per generi letterari conferma il ruolo egemonico dell’Europa da cui arriva il 57,9% della Narrativa, il 57,4% dei libri per bambini e ragazzi, il 66,3% della Saggistica e il 64,6 degli Illustrati. Solo per i libri della cosiddetta “Altra produzione”, l’Europa (39,9%) cede il passo all’Asia che rappresenta quasi la metà dell’import (47,3%).
In effetti il mercato asiatico ha subito l’incremento maggiore nell’acquisto dei diritti e passa al 13,5% nel 2015 rispetto all’1,3% di otto anni fa (+1291%). In particolare è il Giappone il paese da cui si acquistano più diritti: sono 1.343 titoli nel 2015 (+5065,4% rispetto al 2007).
Il Centro e Sud America restano sostanzialmente stabili al 1,2% del 2015 (era il 1,5% nel 2007) mentre il mercato mediorientale è raddoppiato dallo 0,5% del 2007 all’1% del 2015 (+209,1%). Infine gli acquisti per le editorie dell’area del Pacifico raddoppiano: dallo 0,3% allo 0,8% del 2015.

I piccoli editori fanno grandi acquisti all’estero. Nel 2015 il 39,4% dell’acquisto dei diritti è da attribuire ai piccoli editori (10-100 titoli pubblicati all’anno), pari a 2.084 titoli, mentre le loro vendite all’estero si fermano al 10,5% (1.923 titoli). In pratica un titolo ogni 2,5 è comprato da un piccolo editore. Nel 2015 i piccoli editori hanno venduto soprattutto titoli di Saggistica (37,2%) e Illustrati (30,5%) e solo a seguire la Narrativa (13,9%), l’Altra produzione (12,5%) e ancora meno i libri per Bambini e i Ragazzi (6,4%).
E quali comprano? Più della metà dei diritti acquistati da parte della piccola editoria italiana sono orientati alla la cosiddetta “Altra produzione” (52,7%), gli altri generi si suddividono tra la Narrativa (29,2%), la Saggistica (8,9%), libri per Bambini e ragazzi (7,7,%) e Illustrati (1,5%).

Anche per i piccoli editori l’indagine dimostra che l’Europa assorbe la maggior parte degli acquisti (58,5%) e delle vendite (43,5%). La seconda area interessante per l’export è l’Asia (32,5%) seguita dal Nord America (16,8%). Invece gli acquisti dei piccoli editori, oltre all’Europa, sono rivolti al Centro e Sud America (12,9%), l’Asia (12,8%) e il Nord America (11,6%).
Fiere e missioni cambiano la geografia dei diritti. La partecipazioni degli editori italiani alle fiere nazionali e internazionali è diventata importante per la vendita dei diritti. Per le cinque manifestazioni esaminate (Beijng Book Fair, Budapest e Bucarest, London Book Fair, Fiera del libro di Istanbul e Book Expo America) la vendita dei diritti si è triplicata passando da 566 titoli nel 2005 ai 1.656 nel 2015. La crescita media del +192% rispetto alle media di crescita dell’export del 69% (rispetto al 2007) indica quali siano le reali potenzialità delle manifestazioni internazionali per l’editoria italiana.

I mercati di lingua inglese (Regno Unito, Stati uniti, Australia e Nuova Zelanda) restano lo scoglio maggiore da affrontare per gli editori italiani. I titoli acquistati da questi mercati sono predominati: nel 2015 rappresentano il 49,7% del mercato. Un titolo su due è in lingua inglese. Si tratta di 5.308 titoli (nel 2007 erano 4.855, il 62,8%). Viceversa la presenza degli editori italiani nei mercati di lingua inglese non è ancora così forte. Nel 2015 sono stati 819 i titoli di editori italiani venduti nei mercati di lingua inglese, il 13,8%.  Uno degli strumenti per far conoscere la produzione editoriale italiana all’estero è rappresentato degli incentivi alle traduzioni. Tra il 2014 e il 2015 si è ridotto dell’11% il contributo erogato dal Ministero degli Affari esteri (da 220 a 196 milioni di euro) nonostante siano aumentati i paesi da cui provengono le richieste (da 30 a 39) e anche il numero di titoli di cui gli editori stranieri chiedono il contributo per le traduzioni: da 107 a 154.

Le case editrici dei paesi balcanici (Romania, Croazia, Macedonia, Bosnia, Ungheria più Polonia ed Estonia) nel 2014 hanno richiesto il 42% dei titoli complessivi. Gli altri paesi europei il 30% dei titoli. Le richieste di traduzioni che arrivano dai paesi di lingua inglese sono meno del 5%.

Negli ultimi anni si è verificato anche la pubblicazione di libri direttamente in una lingua straniera da parte di case editrici italiane con cataloghi molto specializzati e di nicchia (arte africana, tibetana, dell’Asia centrale, ceramica, antiquariato, auto-moto, design, ecc.) e commercializzati attraverso distributori locali nei diversi Paesi. Si tratta di circa 2 mila titoli pubblicati nel 2014 (nel 2010 erano 1.535 titoli) e distribuiti direttamente all’estero in 2,5-3 milioni di copie all’anno. È un trend crescente e in controtendenza rispetto alla generale riduzione delle tirature complessive.