28 aprile 2016 | 18:30

Vespa: Agcom mai così severa su un’intervista. Dissento radicalmente dai giudizi espressi nel richiamo

“Profondamente sorpreso dal provvedimento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che non ricordo essersi mai espressa con tanta clamorosa severità nei confronti di una intervista televisiva”. Così Bruno Vespa ha commentato così il richiamo dell’Agcom alla Rai per l’intervista a Salvo Riina andata in onda il 6 aprile scorso a ‘Porta a Porta’.

Nel doveroso rispetto che un giornalista del servizio pubblico radiotelevisivo deve all’Autorità di controllo mi permetto, a titolo personale, di dissentire radicalmente dai giudizi espressi nel richiamo”, ha scritto Vespa in una nota ripresa dall’agenzia Ansa.

Vespa ospita il figlio di Totò Riina

Vespa ospita il figlio di Totò Riina

“Ritengo che lo spettatore abbia capito perfettamente chi fosse l’intervistato, che le domande e le contestazioni fossero puntuali e non elusive e che le immagini delle stragi di Capaci e di via D’Amelio mostrate a Riina abbiano pienamente soddisfatto la richiamata completezza informativa”. “A nessun intervistatore di grandi mafiosi e grandi terroristi è stato obiettato che il programma avrebbe offeso la sensibilità delle vittime”, ha detto ancora.

“Al contrario di quanto avvenuto in passato, il figlio di una vittima simbolica di Capaci era in studio proprio per testimoniare in diretta l’oltraggio subito dagli attentati ordinati dal padre di Riina. Rivendico fino in fondo, pertanto, di aver rispettato ancora una volta la deontologia professionale e la dignità della persona con lo scrupolo che da cinquant’anni caratterizza la mia attività giornalistica”.