29 aprile 2016 | 9:29

Via libera alla squadra di Vincenzo Boccia in Confindustria. Dei sei vice presidenti elettivi tre sono donne. Approvati anche i membri del nuovo Advisory Board

(Sole24ore) Il consiglio generale di Confindustria ha votato a favore della squadra proposta dal presidente designato Vincenzo Boccia (per il quadriennio 2016-2020). Della squadra fanno parte 6 vicepresidenti elettivi, tre uomini e tre donne: riconfermate Antonella Mansi, con delega all’Organizzazione, Lisa Ferrarini, con delega all’Europa e Licia Mattioli, con delega all’Internazionalizzazione. A Giovanni Brugnoli va la delega al Capitale umano, a Giulio Pedrollo la delega alla Politica Industriale e a Maurizio Stirpe la delega a Lavoro e Relazioni Industriali.

Vincenzo Boccia (foto Olycom)

A questi componenti si aggiungono i 3 vicepresidenti di diritto: Alberto Baban, presidente Piccola Industria; Marco Gay, presidente Giovani Imprenditori e Stefan Pan, presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali. Come vice presidente del nuovo organismo nato con la riforma Pesenti (avrà il compito di veicolare nella governance di Confindustria le priorità strategiche delle diverse aree geografiche del nostro paese) è stato nominato Natale Mazzuca, numero uno di Unindustria Calabria.

Il via libera del Consiglio è arrivato con 107 sì, 37 contrari, 12 schede bianche e 1 scheda nulla. I votanti presenti erano 157 su 198 aventi diritto. Il Consiglio generale è lo stesso organismo che ha designato Boccia presidente lo scorso 31 marzo.

Il presidente designato di Confindustria, Vincenzo Boccia, mantiene per sé – si legge in una nota – la responsabilità su alcuni grandi capitoli strategici, quali credito e finanza per la crescita, l’energia e le reti d’impresa. Per questo, farà capo direttamente alla presidenza la delega al centro studi, che rappresenta uno snodo funzionale all’attività di coordinamento per la politica economica, intesa come politica fiscale e finanziaria, da un lato, e politica delle riforme e della semplificazione, dall’altro. Contestualmente al voto sulla squadra il consiglio generale di Confindustria, per espressa richiesta di Boccia, ha approvato anche la scelta dei 16 membri dell’Advisory Board, organo consultivo introdotto dalla riforma Pesenti. Di questo board fanno parte Francesco Caio, Francesco Gaetano Caltagirone, Gianfranco Carbonato, Elio Catania, Claudio De Albertis, Carlo De Benedetti, Claudio Descalzi, Vittorio Di Paola, Luca Garavoglia, Edoardo Garrone, Claudio Gemme, Mauro Moretti, Mario Moretti Polegato, Giuseppe Recchi, Roberto Snaidero e Francesco Starace.

Boccia è stato designato nel consiglio generale del 31 marzo. Il programma era già stato presentato nel consiglio generale del 17 marzo, insieme a quello dell’altro candidato, Alberto Vacchi. “Confindustria per l’Italia” è il titolo del programma di Boccia, focalizzato sul rilancio della vocazione industriale del Paese e sulle leve di competitività da attivare per raggiungere questo obiettivo, dalle relazioni industriali a credito e finanza, reti di impresa, riforma dello Stato, questione fiscale ed energetica, capitale umano. Ed ancora internazionalizzazione, politiche per i “nostri Sud” improntate alla coesione, le infrastrutture, materiali e immateriali, industria 4.0. Un’«ossessione per la crescita» con Confindustria che abbia la «leadership del cambiamento», promuovendo «innovazione, efficacia ed efficienza in tutte le sue azioni».

Quello di oggi è il penultimo passaggio in vista della nomina del nuovo numero uno della confederazione che sarà il successore di Giorgio Squinzi: l’elezione definitiva avverrà nell’assemblea privata, il 25 maggio. Il giorno dopo, in quella pubblica, il nuovo presidente terrà il suo primo discorso davanti a delegati e istituzioni.

«La nuova squadra è stata approvata, la transizione sta andando avanti tranquillamente». Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, interpellato al termine del Consiglio generale che ha votato la squadra del presidente designato Vincenzo Boccia. «Le sfide della nuova Confindustria – ha sottolineato Squinzi, che passerà il testimone a Boccia il 25 maggio – sono le sfide del Paese: bisogna ritrovare la crescita ed essere competitivi sul mercato globale. E bisogna fare le riforme perché il Paese senza riforme non ritroverà la crescita».

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