29 aprile 2016 | 12:36

Opereremo per mantenere la nostra indipendenza dice Giorgio Squinzi, nominato presidente del Gruppo 24 Ore. Mi auguro tempi brevi per la scelta del nuovo ad; l’aumento di capitale? Vedremo

Nominati i nuovi membri del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale per il triennio 2016-2018 del Gruppo 24 Ore. Dal board esce l’amministratore delegato del gruppo, Donatella Treu, mentre entrano Giorgio Squinzi, nominato nuovo presidente del gruppo, Claudia Parzani, Livia Pomodoro, Mauro Chiassarini, Carlo Pesenti e Carlo Rubiglio. Confermati nel board Luigi Abete, Maria Carmela Colaiacovo, Marcella Panucci, Nicolò Dubini e Cesare Puccioni.

Giorgio Squinzi (foto Olycom)

Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, sia Giorgio Squinzi che il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, hanno comunicato di rinunciare ai loro compensi.

“L’opinione della nostra base è di mantenere la nostra indipendenza e io opererò in quella direzione”, ha detto Giorgio Squinzi rispondendo a chi chiedeva un commento sulle ipotesi di aggregazioni tra Sole 24 Ore e Corriere della Sera circolate in particolare dopo il matrimonio tra la Repubblica e La Stampa. ”Abbiamo già affidato l’incarico a una società di headhunter. Mi auguro nel giro di un mese o poco più di poter arrivare a una soluzione”, ha affermato invece parlando delle tempistiche per la nomina del nuovo amministratore delegato o direttore generale della società. Alla domanda se il sostituto dell’attuale ad Donatella Treu sarà individuato all’interno del nuovo cda, Squinzi ha risposto: “No, non è previsto”. Sulla necessità di un futuro aumento di capitale espresso da alcuni soci durante l’assemblea, il nuovo presidente ha preferito non esprimersi. “Non ho ancora una conoscenza sufficientemente approfondita dei conti e della situazione, vedremo” ha aggiunto.

“Sono fiducioso che sia possibile ritrovare l’equilibrio economico per la nostra società. Il giornale è autorevolissimo e ai vertici dell’editoria italiana. Non c’è nulla da rilanciare, dobbiamo semplicemente sistemare i conti”, ha detto. “Era uno degli obiettivi del mio mandato in Confindustria non ci sono riuscito nei miei 4 anni di presidenza” quindi “mi sono reso disponibile per completare l’opera”. ”Nel mercato globale non si può fare gli attendisti o i camaleonti”,  ”È chiaro che abbiamo una situazione difficile, ma credo che la nostra società concentrandosi sulle sue capacità più importanti e con un approccio aperto al mercato dovrebbe poter in breve tempo perlomeno non bruciare più cassa, ritrovare una competitività nel mercato dell’editoria in Italia e anche ritrovare dei conti più soddisfacenti per gli azionisti. Questo è l’impegno che mi prendo”, ha concluso l’ex presidente di Confindustria.