29 aprile 2016 | 13:33

Il Tribunale di Roma condanna il provider Usa Break.com per violazione online del copyright tv. Mediaset: passo avanti per tutelare il diritto d’autore in ambito digitale e chi investe nella produzione di contenuti originali

Il Tribunale di Roma con sentenza del 27 aprile 2016 ha condannato la piattaforma digitale statunitense Break.com per uso illecito dei programmi televisivi Mediaset. E’ quanto si legge in una nota del Biscione nella quale si spiega che oltre a un risarcimento stabilito in 115mila euro, pari a circa 1.300 euro per ogni minuto illecitamente pubblicato, la Nona Sezione del Tribunale Civile ha addebitato a Break.com le spese processuali e fissato una penale di 1.000 euro per ogni eventuale futura violazione.

Secondo Mediaset la sentenza rappresenta “un ulteriore passo avanti nella giurisprudenza relativa alla tutela del diritto d’autore degli editori italiani in ambito digitale”. “Il Tribunale, accogliendo i più recenti precedenti comunitari, ha stabilito la responsabilità civile di chi pubblica contenuti caricati dagli utenti”.

L’emittente tv definisce come “rilevante” il attribuito agli aggregatori, “non più intermediari tecnici e passivi ma’impresa globale’ che utilizza i contenuti messi a disposizione del pubblico per alimentare il proprio business pubblicitario”.

Gina Nieri (foto Olycom)

“L’intervento diretto nei contenuti”, scrive Mediaset riprendendo quanto affermato dai giudici di Roma, “è dimostrato anche attraverso i ‘video correlati’ e la presenza di un ‘editorial team’, elementi che dimostrano la posizione del provider come ‘hosting attivo’. “In altre parole vi è ‘conoscenza effettiva’ degli illeciti. E il titolare dei diritti non ha nessun obbligo preventivo di fornire agli aggregatori gli specifici URL ‘vietati’, in quanto si tratterebbe di un onere irragionevolmente gravoso e privo di qualsiasi fondamento normativo”.

“La nuova sentenza”, conclude la nota, “aggiunge un importante contributo alla cultura giuridica dei “principi fondamentali” a tutela di chi investe realmente nella produzionedi contenuti italiani originali”.