29 aprile 2016 | 15:39

Nessun problema a dialogare con Enel per la banda larga, dice il presidente di Telecom, Recchi. Cattaneo giusto per il ruolo di ad, la presenza di de Puyfontaine un segnale al mercato di impegno e di visione a lungo termine della partecipazione

Da Metroweb alla collaborazione con Enel, passando per la scelta di Cattaneo come nuovo ad e dalla recente nomina del ceo di Vivendi Arnaud de Puyfontaine alla vicepresidenza di Telecom Italia. Tanti gli argomenti  Giuseppe Recchi ha affrontato in una conferenza sull’Internet Day.

Parlando delle ultime novità che hanno visto al centro il board il presidente della telco italiana ha definito la scelta di Cattaneo “giusta, condivisa con tutto il consiglio e voluta da tutti, ma da me in particolare, insieme formiamo un team affiatato”, aggiungendo che il manager “è il più adatto perché è passato per le società di infrastrutture, per quelle regolate e per i media che sono il settore di oggi e di dopodomani” e conosce anche il mercato brasiliano. Recchi ha smentito le voci su una sua uscita dal gruppo dopo la nomina di Arnauld de Puyfontaine come vicepresidente: “la nomina della vicepresidenza”, ha continuato”e’ un segnale al mercato di impegno e di visione a lungo termine della partecipazione”.

Giuseppe Recchi (foto Blu Cobalto Photography)

In merito ai progetti della società, Recchi ha aggiunto che nel cda in programma il 13 maggio “faremo una revisione al rialzo dei target previsti nel piano industriale 2016-2018″. “Stiamo lavorando, vediamo se riusciamo a fare una revisione dei target previsti alla luce di quanto maturato nel 1° trimestre dell’anno includendo anche la razionalizzazione dei costi, che non influisce sugli investimenti e sulla forza lavoro”. In particolare, ha continuato Recchi, “la nostra revisione del piano è al rialzo per velocità d’investimento e tasso di copertura” del territorio. Il manager ha spiegato che “il cda e’ stato spostato di 8 giorni, dal 5 al 13 maggio, perche’ serviva piu’ tempo per l’approvazione della trimestrale e sull’aggiornamento al mercato delle prospettive di review degli obiettivi”. La necessià di una revisione del piano industriale, è stata dettata anche dagli ultimi eventi societari con “il cambio dell’ad e con l’arrivo di un nuovo amministratore delegato che è avvenuto in discontinuità, e questo vuol dire la necessità di darsi obiettivi di efficientamento dei conti molto più ambiziosi di quelli che avevamo”. “Da piu’ di 5 anni – ha continuato – la societa’ ha avuto conti negativi ma sappiamo che se non cresce non sopravvive e maggior ragione la societa’ deve attrezzarsi per questa missione”.

Per quanto riguarda poi i dettagli di un’eventuale operazione d’acquisto di Metroweb, Recchi ha risposto con un “no comment”, ribadendo che la società “ci interessa, ma è una società in cui lavorano meno di 100 persone e la confrontiamo con la nostra che è un’azienda in cui ne lavorano 30 mila. La consideriamo un acceleratore del piano di implementazione dell’infrastruttura per la banda ultra larga. È un’operazione che si può fare, stiamo esplorando per arrivare ad un’operazione vantaggiosa per il Paese”. “Non ci sono preclusioni su nessun tipo di soluzione, la costruzione dell’infrastruttura non può aspettare, più velocemente faremo e meglio sarà”. ”Il nostro interesse su Metroweb – ha continuato Recchi – dall’inizio è sempre stato quello per l’acquisto totale e per la creazione di una società comune che costruisse e gestisse le reti di nuova generazione per poi, a sua volta, essere regolata e messa a disposizione di chiunque voglia utilizzarla secondo i criteri di regolazione esistenti”. L’idea portata avanti dal gruppo Telecom e spiegata dal suo presidente è quella di fare “una joint venture comune e regolata, che si presenti sul mercato e che in qualche modo sia anche separata da noi, controllata e gestita con delle governance aperte”. Secondo Recchi la nuova realtà dovrebbe essere “la cosa più vicina possibile a quello che già abbiamo noi che è Open Access”.

Inevitabile poi un riferimento a Enel e al suo ruolo nel progetto per la banda larga. ”Ad oggi Enel è una startup che non ha ancora un metro di fibra posato, noi ne abbiamo 11 milioni e cresciamo a ritmo di 240 km l’ora di fibra posata”. “Non abbiamo nessun pregiudizio a dialogare con loro, non ce l’ha ordinato il dottore di costruire la rete in tutta Italia, se lo vogliono fare anche loro va bene, l’essenziale è che le regole siano uguali per tutti”. Recchi ha quindi aggiunto che ora bisognerà aspettare le decisioni dei regolatori e ha detto “oggi i prezzi delle telecomunicazioni sono i più bassi d’Europa, mentre quelli dell’energia i più alti”.

“L’auspicio è che vengano lanciate le gare per portare la banda ultralarga nelle aree bianche, cioè a fallimento di mercato, che hanno uno stanziamento del Cipe di 1,6 miliardi”. Ha detto infine Recchi, aggiungendo che “oggi manca ancora il nulla osta definitivo di Bruxelles e poi dei vari enti italiani, Antitrust e Agcom. L’altro auspicio è che le gare avvengano a parità di condizioni. Siamo disposti a partecipare a tutte le gare dove abbiamo convenienza”, ha concluso.