02 maggio 2016 | 10:10

I giornalisti egiziani minacciano di ritirare i quotidiani dalle edicole. La protesta contro l’arresto di due colleghi per aver fomentato le manifestazioni contro il governo. Il sindacato: un atto di teppismo, rimuovere il ministro degli Interni

Egitto, i giornalisti protestano contro la polizia per il blitz di domenica nella sede del sindacato, che ha portato all’arresto di due giornalisti. Il fatto, riferisce l’Adnkronos, è avvenuto in pieno centro al Cairo, a due passi da Piazza da Tahrir, dove ieri sera sono stati arrestati i due giornalisti Amr Badr e Mahmud al Saqqa, a seguito dell’irruzione di circa 50 agenti di polizia in borghese.

“I giornalisti chiedono innanzitutto la destituzione del ministro dell’Interno”, Magdy Abdel Ghaffar, ha scritto Hanan Fikry, consigliere del sindacato, sul suo account Twitter. E il vicesegretario generale del sindacato, Khaled al Balshi, ha aggiunto: “il sindacato prenderà provvedimenti importanti nei confronti dell’assalto alla sede di ieri sera e per l’arresto di Badr e al Saqqa”.

“Tutti i quotidiani devono assumere una posizione comune di denuncia”, ha spiegato al Balshi, che si trova in Marocco con il segretario generale del sindacato, Gamal Abdel Rahim. Al Balshi ha suggerito inoltre la possibilità di “ritirare tutte le edizioni dei quotidiani” in risposta al blitz della polizia.

“E’ il momento peggiore dalla nascita del sindacato nel 1941″, ha scritto Abel Rahim sul suo account Facebook. “E arriva due giorni prima della Giornata internazionale della libertà di stampa”, ha aggiunto Rahim. I giornalisti egiziani ora stanno pianificando una protesta contro quello che hanno definito “un atto di teppismo da parte del ministero dell’Interno”.

I fatti. Le forze di sicurezza egiziane hanno condotto ieri sera un blitz nella sede del sindacato dei giornalisti nel centro del Cairo, arrestando due persone che partecipavano al raduno organizzato per protestare contro l’accordo tra l’Egitto e l’Arabia Saudita sui confini marittimi.

L’accusa, riferisce l’Adnkronos, nei confronti dei due giornalisti arrestati è di incitazione alla manifestazione.

Secondo il presidente della commissione per le liberta e consigliere del sindacato, Khaled al Balashi, quanto avvenuto ieri non ha precedenti nella storia del sindacato locale.

Durante la visita al Cairo del re saudita Salman, dal 7 al 12 aprile, sono stati siglati diversi accordi economici per progetti di sviluppo e investimenti in Egitto, del valore di oltre 20 miliardi di dollari.

Negli accordi sottoscritti, però, è inclusa anche la cessione delle due isole Tiran e Sanafir, situate all’imbocco del Mar Rosso, che dovrebbero servire per la costruzione di un ponte che collegherà Sharm el Sheikh, nel Sinai egiziano, alla penisola saudita.

Tre giorni dopo la firma degli accordi, il 15 aprile, centinaia di manifestanti sono scesi in piazza in tutto l’Egitto, scandendo slogan contro al Sisi e chiedendo l’annullamento del contratto stipulato fra il Cairo e Riad, che include anche la cessione delle due isole.

Il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi

Il Sindacato dei giornalisti egiziani ha convocato per mercoledì 4 maggio una sessione d’urgenza dell’assemblea generale che continuerà a oltranza fino alla rimozione del ministro dell’Interno, Magdy Abdel Ghafar. Lo ha riferito il quotidiano filo-governativo egiziano “al Ahram”.

L’assemblea generale del sindacato dei giornalisti è presieduta dal presidente Yehia Qalash e dai membri del consiglio Karem Mahmud, Mahmud Kamel e Hanan Fikry.

Qalash ha invitato i direttori di tutti i quotidiani nazionali, i giornalisti, gli scrittori, gli ex capi del sindacato ad un incontro urgente per studiare le mosse per rispondere al blitz della polizia.

Il capo del sindacato dei giornalisti ha invitato i colleghi delle altre categorie professionali a rispondere in maniera unita alla repressione del governo.

“Questa azione vergognosa che ha spinto centinaia di giornalisti a riunirsi nella sede del sindacato. Questa umiliazione che può che portare alla rimozione del ministro dell’Interno”, ha detto Qalash attraverso un comunicato.