03 maggio 2016 | 15:22

Il Comitato Roma 2024 e ActionAid presentano ‘Il mistero della fiaccola scomparsa’, un percorso didattico per le scuole per raccontare i valori dello sport

di Giorgio Greco – Il Comitato Roma 2024 e ActionAid hanno presentato ‘Il mistero della fiaccola scomparsa’, un nuovo percorso didattico per le scuole per apprendere i valori dello sport, un’originale guida digitale sulla storia dei giochi olimpici e paralimpici che servirà ad abbattere le barriere culturali e fare propri i principi della lealtà, del sacrificio e del coraggio. Il progetto si avvale dell’ esperienza maturata da ActionAid in tutta Italia con circa 500 Istituti Scolastici. Il kit, presentato al Liceo Scientifico Statale Kennedy di Roma, è a disposizione di tutte le scuole che ne faranno richiesta. Il Comitato Promotore e ActionAid promuoveranno un laboratoriale pilota in 20 scuole di Roma, selezionate con l’Ufficio Scolastico Regionale. Media partner dell’iniziativa è VoiceBook, la web radio gestita da studenti che mette in rete sei licei e istituti romani e conta su un team di tecnici, speaker e redattori dai 16 ai 18 anni.

Nella foto si riconoscono, a sinistra Marco de Ponte e a destra Luca Pancalli

Nella foto si riconoscono, a sinistra Marco de Ponte e a destra Luca Pancalli

“Non c’è bullismo tra chi pratica lo sport, non c’è violenza, non ci sono barriere culturali o discriminazione, ma solo persone, che vincono unite. E che, alla fine, con sportività si stringono la mano, di qualunque colore essa sia”, ha sottolineato il presidente del Comitato Promotore Roma 2024 Luca di Montezemolo.
“Questo progetto mostra come si stia formando una squadra unita e motivata da passione ed entusiasmo che lavora al sogno di riportare le Olimpiadi e le Paralimpiadi nella Capitale”, ha aggiunto il vice presidente del Comitato, Luca Pancalli.

Marco de Ponte, segretario generale di ActionAid ha spiegato che da anni l’Associazione utilizza lo sport nei suoi progetti perché promuove stili di vita e valori positivi ed è un potente mezzo per innescare dinamiche di cambiamento. Abbiamo pensato che il miglior modo per cominciare questo cammino – ha concluso – fosse partire dalla scuole attraverso una storia dei Giochi che abbiamo riletto in chiave sociale, affiancando alle vittorie degli atleti le conquiste in mate ria di diritti umani”.