04 maggio 2016 | 18:45

Sulle nomine “rivendico tutta la mia autonomia”, dice il dg Rai, Campo Dall’Orto in Commissione Vigilanza: la Rai è in ritardo di 10 anni, sto cercando di introdurre competenze nuove per andare in altri luoghi tra cui la fiction che dobbiamo usare in maniera diversa

Sulle nomine dei direttori di rete “rivendico tutta la mia autonomia”. Lo scandisce il Dg Rai, Antonio Campo Dall’Orto, rispondendo al senatore del Movimento 5 Stelle Alberto Airola nel corso dell’audizione in commissione di Vigilanza Rai.

Antonio Campo Dall'Orto

Antonio Campo Dall’Orto

“Quelle nomine – scrive AdnKronos - sono state fatte considerando il percorso professionale delle persone scelte. Noi dobbiamo dimostrare di saper fare, ma non credo possa essere posto il tema dell’autonomia delle scelte. Io sono d’accordo che l’attivazione può avvenire rispetto alle competenze interne”, ma io sto anche “cercando di introdurre competenze nuove” che sono funzionali ad “andare verso un altro luogo”, incluso l’ambito della “fiction che dobbiamo usare in maniera  diversa. E’ fondamentale che la cultura del cambiamento permei tutta l’azienda”.

“Io ho fatto una grandissima foto di un ritardo di 10 anni – sottolinea il Dg, riferendosi alla situazione generale della Rai, che il nuovo piano industriale vuole traghettare nel futuro – E occorre prendere atto che in molti casi la Rai non ha fatto cose che altri hanno fatto. C’è, quindi, un gap da recuperare nel minor tempo

L’idea, torna a bomba Campo Dall’Orto sulle critiche rivoltegli di scarsa autonomia, “non è di occupare spazio, ma di fare meglio di quello che è stato fatto prima. Io ho una missione” e starà agli altri valutare se con la mia gestione “l’Azienda sarà migliorata o meno rispetto al periodo precedente. Credo comunque che la rotazione dei ruoli sia importante”.

Dall’Orto si sofferma anche sul rinnovo della concessione che ritiene un momento “fondamentale” e sul numero di canali ritenuto, sempre da Airola, “eccessivo”. “Se chiedete a me – dice il direttore generale – dico che i canali non sono troppi ma dipende dalle missioni che hanno. Il tema vero insomma è quale sia l’ambito di riferimento”.