04 maggio 2016 | 18:35

Primo sciopero in 20 anni a El Mundo scatenato dalla decisione di Rcs di tagliare il 20% dell’organico (94 giornalisti). Nel piano anche la chiusura del magazine Actualidad Económica e il ridimensionamento di Radio Marca

(Repubblica.it)  Non succedeva dal mese di gennaio del 1994, dai tempi di uno sciopero generale contro il governo di Felipe González che bloccò il paese, e anche l’uscita dei giornali:

oggi El Mundo, secondo quotidiano spagnolo (dopo El País, che proprio ieri festeggiava il suo quarantesimo compleanno) non è in edicola per una protesta contro il piano aziendale che prevede 224 licenziamenti, circa il 20 per cento dell’organico delle testate di Unidad Editorial – tra cui anche lo sportivo Marca e l’economico Expansión – la controllata spagnola di Rcs Mediagroup.

 

Antonio Fernández-Galiano Campos, consejero delegado del Grupo Unidad Editorial,

Antonio Fernández-Galiano Campos, consejero delegado del Grupo Unidad Editorial,

Solo nella redazione di El Mundo, i tagli colpiranno 94 giornalisti, 58 nella redazione centrale di Madrid e 36 nelle sedi regionali, la maggior parte delle quali verranno smantellate per lasciar posto solo a un ufficio di corrispondenza. La scure colpirà il Paese Basco, l’Andalusia e Valencia, mentre è ancora incerto il futuro della redazione catalana. Il piano prevede anche la chiusura del settimanale Actualidad Económica e il pesante ridimensionamento dell’organico dell’emittente sportiva Radio Marca (saranno licenziati 19 redattori su 32), che ha scatenato una campagna di solidarietà dei campioni e dei dirigenti dello sport spagnolo, di politici e giornalisti: su Twitter, con l’hashtag #yosoyRadioMarca, sono scesi in campo per difendere la sopravvivenza della radio Iker Casillas, Vicente Del Bosque, Jorge Valdano, Luis Figo, David De Gea, Koke, Unai Emery e David Ferrer.

Da tempo in uno stato di pesante crisi, Unidad Editorial aveva già varato negli ultimi tre anni altri due Ere, una sigla che, tradotta in italiano, suona come un eufemismo: qualcosa tipo “procedimento di regolazione del lavoro”. In sostanza, taglio di personale. Ma mai nei casi precedenti si era arrivati a programmare una riduzione così drastica dell’organico. La rappresentanza sindacale dei lavoratori ha contestato il fatto che questa decisione sia stata presa proprio pochi giorni dopo l’annuncio dell’Opa lanciata da Cairo Communications per il controllo di Rcs Mediagroup, il cui risultato non si conoscerà prima del mese di giugno. Ma Rcs aveva già chiesto alla filiale spagnola una riduzione del costo del lavoro di 15 milioni di euro da portare a compimento prima del 2018 per poter garantire la sopravvivenza di Unidad Editorial.