06 maggio 2016 | 8:50

Botta e risposta tra Morosini e ‘Foglio’. Il magistrato e Consigliere Csm: mai stato intervistato e mai detto che “Renzi va fermato”. La replica del quotidiano: smentisce solo il titolo tra virgolette

“Ho chiesto un chiarimento al vicepresidente del Csm, perché se alcune di quelle parole, se alcune di quelle espressioni, risultassero in qualche modo confermate sarebbero in aperto contrasto con lo spirito di leale collaborazione che fino a qui ha ispirato i rapporti tra governo e Csm”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando commenta, a margine di un convegno a Milano, le parole attribuite al consigliere del Csm Piergiorgio Morosini in un colloquio pubblicato ieri dal quotidiano ‘Il Foglio’.

Dichiarazioni che sono già state smentite in una nota da Morosini. “Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto e dalle quali – sottolinea – prendo con nettezza le distanze. Prima fra tutte quella che dà il titolo all’intervista: non ho mai detto ‘Renzi va fermato’”. “Non ho mai rilasciato l’intervista alla cronista del ‘Foglio’ – precisa ad Adnkronos – si è trattato solo di un colloquio informale, presso la sede del Csm, in merito ad un’inchiesta che la giornalista sta facendo su Magistratura democratica”.

Non si è fatta attendere la replica del quotidiano diretto da Cerasa: Nessun “giallo” sulle parole di Morosini al Foglio.

I siti dei principali quotidiani italiani e le agenzie di stampa – li legge nella nota –  riprendendo le reazioni poltiche e istituzionali alle parole del magistrato Piergiorgio Morosini apparse oggi sul Foglio, parlano di “giallo” su quello che lui avrebbe detto a questo giornale. Nessun giallo, nessun mistero: come da lui stesso confermato nella “smentita” che circola su agenzie e social network, il colloquio con la nostra giornalista c’è stato, e ha toccato proprio quei temi. Morosini smentisce soltanto il titolo tra virgolette comparso nella versione cartacea del Foglio di oggi (“Perché Renzi va fermato”), che peraltro non compare nell’articolo. “Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto – dice la nota del magistrato di Md – e dalle quali prendo con nettezza le distanze”. Ma l’unica frase smentita resta quella del titolo.