07 maggio 2016 | 16:34

La rottura definitiva tra la Fieg e il Gruppo Caltagirone Editore: i comunicati della Federazione degli editori, del Gruppo Caltagirone e del segretario della Slc Cgil Massimo Cestaro

E’ definitiva la rottura tra la Fieg e il Gruppo Caltagirone Editore che, come annunciato da Primaonline, ieri ha comunicato di uscire dalla Fieg con le contestuali dimissioni di Azzurra Caltagirone da vice presidente dell’associazione e di Francesco Gaetano Caltagirone da componente del Comitato di presidenza.

La decisione del Gruppo Caltagirone Editore è stata presa dopo che la Fieg aveva chiesto il 19 aprile al gruppo editoriale romano di rivedere il piano con le procedure di cessione di ramo d’azienda delle aree produttive del Gazzettino di Venezia (dove è stato licenziato un lavoratore), del Mattino di Napoli (tre i licenziati) e del Messaggero.

Secondo il progetto 77 addetti ai servizi delle tre testate (amministrativi, diffusione, ufficio del personale, segreteria di redazione) dal 1° aprile sono passati a Servizi Italia 15 srl, società appositamente costituita, ai cui dipendenti viene applicato il contratto del commercio che, tra l’altro, non prevede gli interventi della legge 416 dell’editoria in materia di ammortizzatori sociali (come i prepensionamenti) e il riconoscimento del cosiddetto Fondo Casella. I lavoratori cosiddetti ‘produttivi’ (stampa, prestampa, archivio, servizi tecnici informatici, area di preparazione, rotative) del Mattino e del Messaggero sono passati, invece, alle nuove Stampa Napoli 2015 srl e Stampa Roma 2015.

Per protesta contro questo piano, i sindacati dei poligrafici hanno organizzato scioperi all’interno del gruppo e una fermata nazionale di tutta la categoria il 24 marzo, imputando tra l’altro al Gruppo Caltagirone Editore di aver beneficiato pochi mesi fa dei fondi della legge di Stabilità per i prepensionamenti nel settore.

Di seguito pubblichiamo la lettera con cui il presidente della Fieg Maurizio Costa aveva ieri annunciato ai componenti il Comitato di presidenza dell’associazione degli editori la decisione del Gruppo Caltagirone e i successivi comunicati dello stesso Gruppo Caltagirone, della Federazione degli editori e del segretario generale della Slc Cgil Massimo Cestaro.

La lettera di Maurizio Costa

Ai signori componenti il comitato di presidenza

Cari Colleghi,
facendo seguito alla decisione assunta dal Comitato di Presidenza del 19 aprile u.s., di seguito riportata:
“A conclusione del dibattito, con la approvazione di tutti gli intervenuti alla riunione, con una sola astensione, il CP assume le seguenti decisioni, che verranno inviate giovedì 21 p.v. per posta certificata agli editori interessati:

Maurizio Costa, presidente di Rcs MediaGroup e presidente Fieg (foto Olycom)

“Il Comitato di Presidenza invita le aziende Il Messaggero S.p.A., Il Gazzettino S.p.A. e Il Mattino S.p.A., a riconsiderare le proprie decisioni connesse al trasferimento di ramo d’azienda – segnatamente per i profili attinenti alla mancata applicazione del contratto collettivo poligrafici e della normativa di previdenza complementare di settore – entro e non oltre dieci giorni lavorativi decorrenti dalla ricezione della presente decisione”.

“Il Comitato di Presidenza, in assenza di positivo riscontro a quanto sopra indicato, nei termini ivi previsti, decide di procedere ai sensi dello Statuto della Federazione”, si comunica che, nei termini assegnati, sono pervenute le dimissioni dalla Fieg delle società interessate della decisione del Comitato di Presidenza.
Sono, inoltre, pervenute le dimissioni con effetto immediato dal Comitato di Presidenza e dalla carica di Vice Presidente della dottoressa Azzurra Caltagirone e dal Comitato di Presidenza del Cav. Lav. Ing. Francesco Gaetano Caltagirone.

Cordiali saluti
Maurizio Costa

 

Il comunicato del Gruppo Caltagirone Editore

Azzurra Caltagirone (foto Olycom)

Il Gruppo Caltagirone Editore, dopo 20 anni di partecipazione attiva nella FIEG, ha deciso oggi di abbandonare l’associazione per diversità di vedute in merito al futuro del settore e allo sviluppo dello stesso. Contestualmente si sono dimessi tutti i rappresentanti del Gruppo ivi compreso il Cav. Francesco Gaetano Caltagirone e Azzurra Caltagirone Vice Presidente dell’Associazione.

Il comunicato della Fieg

Roma, 6 maggio 2016 – In relazione a quanto comunicato dal Gruppo Caltagirone Editore, la FIEG precisa che la scelta del Gruppo di uscire dalla associazione è conseguente alla decisione del Comitato di Presidenza che, all’unanimità con una sola astensione, aveva invitato le società de Il Messaggero, Il Mattino e de Il Gazzettino a riconsiderare una iniziativa assunta al di fuori non solo delle scelte, ma anche delle logiche associative.

 

Cestaro, manca legge obbligo applicazione Ccnl

Massimo Cestaro (foto Olycom)

Apprendiamo la decisione del “Gruppo Caltagirone Editore” di uscire dalla FIEG. Leggiamo dal comunicato stampa del Gruppo che “Fatti i doverosi distinguo, la decisione della Caltagirone Editore ricorda quella assunta dal Gruppo Fiat quando, alcuni anni fa, sulla base di visioni sul futuro dell’industria italiana non in sintonia diverse con l’allora vertice della Confindustria, decise di abbandonare l’associazione degli industriali”.

Appare davvero stupefacente che la volontà di non applicare i Contratti Collettivi di lavoro venga camuffata da non meglio definite ” visioni sul futuro dell’industria italiana”.

In realtà siamo alle solite: le aziende che non intendono rispettare i Contratti di lavoro escono dalle associazioni datoriali firmatarie degli stessi non tanto per chissà quali “visioni”, quanto per una pervicace e banalissima volontà di riduzione del costo del lavoro.

Purtroppo questa pratica è il frutto dell’assenza legislativa di un obbligo di applicazione di un contratto di lavoro legata alla classe merceologica di attività delle singole aziende; assenza legislativa che consente alle aziende stesse di rivolgersi al “supermercato” dei contratti ed applicare quello per loro più vantaggioso .

Questa condizione nel corso del tempo ha prodotto una frammentazione delle associazioni di rappresentanza delle imprese ed una moltiplicazione dei contratti, determinando una deregolamentazione del mercato del lavoro, introducendo forme inaccettabili di dumping contrattuale ed alterando le più elementari norme della concorrenza.

Per quanto ci riguarda continueremo a far valere in ogni sede e con ogni mezzo la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo. Se ne faccia una ragione il Gruppo Caltagirone.

Il segretario generale Slc Cgil
Massimo Cestaro

Sulla vicenda si è espresso anche Carlo De Benedetti, che a margine di un incontro al Festival della Tv e dei nuovi median in corso a Dogliani, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, ha definito l’uscita dalla Fieg di Caltagirone “un problema esclusivamente di soldi e non ha niente a che vedere con le motivazioni che hanno spinto Marchionne a uscire dalla Confindustria”.
“Azzurra Caltagirone, come vicepresidente della Fieg, per non pagare i contributi al fondo Casella ha deciso di scorporare l’attività dei poligrafici in modo da farli diventare dipendenti della categoria del commercio, andando contro la decisione unanime degli altri editori”, ha detto ancora.

“È un problema di mancanza di solidarietà all’interno di un’associazione a cui si partecipa liberamente ma anche con qualche impegno che caratterizza essere associati e in più vicepresidente”, ha concluso De Benedetti che ha ribadito come dal suo punto di vista quello di Caltagirone non possa essere un precedente.