09 maggio 2016 | 15:39

A Claudio Ranieri il premio Bearzot. Troupe televisive da tutto il mondo per la consegna del riconoscimento

di Giorgio Greco – Da Andrea Bocelli a Enzo Bearzot. Dopo le note del ‘Nessun dorma’ risuonate sabato sera nello stadio di Leicester poco prima della consegna a lui e al capitano Wes Morgan della coppa di 76 centrimetri in argento, oro e malachite per la storica vittoria della Premier League, Claudio Ranieri ha ricevuto altri riconoscimenti, a cominciare dal premio Enzo Bearzot, nel corso di una cerimonia nel Salone d’Onore del Coni dove non era possibile entrare con centinaia di giovani e decine di troupe di televisioni da tutto il mondo, dalla Bbc alla Cnn.

Seduto in prima fila al fianco di Luca Cordero di Montezemolo (che gli ha chiesto di fare da testimonial per Roma 2024), Ranieri ha seguito con grande compostezza la miriade di elogi che gli hanno rivolto giurati, giornalisti, esponenti del mondo dello sport. Tra questi il presidente dell Figc, Carlo Tavecchio, che ha glissato sulla domanda di Enrico Variale, conduttore dell’evento che andrà in onda al ‘Processo del Lunedì’, se ha pensato a Ranieri come sostituto di Antonio Conte.

Nella foto, da sinistra: Claudio Ranieri, Marco Galdiolo, presidente nazionale UsAcli, e Andrea Parisi di AON, sponsor della manifestazione

“Provateci sempre e soprattutto non pensate subito al denaro, ma a stare insieme per crescere”, ha sottolineato il premiato rivolto ai giovani che hanno accolto le sue parole con un boato, seguito da centinaia di selfie con i cellulari. Oltre al premio Bearzot, al tecnico originario di Testaccio è stato consegnto dal presidente Coni Giovanni Malagò la Palma d’oro, la più importante onorificenza dello sport italiano.

Il premio Bearzot, istituito in memoria del c.t. della Nazionale campione del mondo 1982, è stato assegnato in precedenza a Cesare Prandelli (2011), Walter Mazzarri (2012) Vincenzo Montella (2013), Carlo Ancelotti (2014) e Massimiliano Allegri (2015). Nelle motivazioni della giuria si spiega che il riconoscimento è andato a Ranieri per le sue “straordinarie doti di maestro del calcio e motivatore instancabile” e, soprattutto, per aver dimostrato che con un gruppo coeso si può arrivare a risultati importanti, nonostante l’assenza di cosiddetti top-player.

Il premio è stato istituito dall’ente di promozione unione sportiva Acli, d’ intesa con la Fgci e col patrocinio del Coni in memoria dell’ex ct che detiene il record di panchine degli azzurri, che ha guidato 104 volte, dal 27 settembre 1975 al 18 giugno 1986. Al secondo posto c’è un altro storico Ct della Nazionale, Vittorio Pozzo con 97.