Protagonisti del mese

10 maggio 2016 | 9:20

L’adv mobile accelera e sorpassa la radio e l’esterna

Il 2016 potrebbe essere l’anno della svolta per la pubblicità fruita attraverso smartphone, tablet e gli altri apparati mobili. Lo sostiene Federica Setti, chief research officer di GroupM Italia, intervistata nell’articolato servizio dedicato al tema sul numero di maggio di ‘Prima Comunicazione’.

Alla fine di quest’anno – secondo la manager e ricercatrice del gruppo Wpp – l’adv mobile varrà intorno ai 650 milioni di euro, facendo registrare una crescita del 43% rispetto al 2015 e superando così per raccolta la radio e la pubblicità esterna. Il mobile sta diventando il driver della crescita e il nuovo paradigma delll’online. Aumenta esponenzialmente la quota dei cellulari ‘smart’ e la fruizione di Internet attraverso questa modalità sta diventando progressivamente maggioritaria.

Federica Setti, chief research officer di GroupM

Federica Setti, chief research officer di GroupM

Quali siano i pregi, ma anche le criticità e i nodi ancora da sciogliere per sfruttare bene le notevoli opportunità offerte dal nuovo scenario, lo raccontano a ‘Prima’ alcuni tra i rappresentanti delle istituzioni del settore: i presidenti di Iab e Audiweb, Carlo Noseda e Marco Muraglia, il vicepresidente di Assocom e ceo di Omg, Marco Girelli. Ma la ricognizione dà voce anche ad alcuni dei principali player del mercato: Google, Rcs, Mediamond, Manzoni, Websystem 24, Italiaonline. Emerge che non è affatto scontato riuscire a mettere a punto un’offerta editoriale e pubblicitaria adeguata al nuovo che avanza. Ci sono poi problemi collegati ai formati e all’impatto dei messaggi. La via maestra da seguire appare quella della ‘leggerezza’: non bisogna pesare troppo sui consumi di banda degli utenti; si deve rispettare l’esperienza di fruizione senza disturbarla, senza infrangere un patto di fiducia in qualche caso stipulato decenni e decenni fa, nell’era della carta. Le app, che però non sono l’unica modalità di abilitazione alla relazione mobile – l’altra prevalente è quella del mobile browsing –, per adesso non sono ‘ad-bloccabili’ e questo costituisce già da solo un aspetto interessante del fenomeno mobile. Ma si tratta di un plus che non si dare per scontato e per sempre acquisito.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 471 – Maggio 2016
Scegli l’abbonamento che preferisci