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10 maggio 2016 | 19:03

“Fa informazione in modo fuori dal comune”. Fiorello vince il premio ‘E’ giornalismo’ e a giugno porta in tv la sua ‘Edicola in Fiore’

“Un personaggio che ha fatto informazione in modo decisamente fuori dal comune, inventando – e proponendone l’importanza al grande pubblico - una edicola atipica, con una rassegna stampa che si trasforma in intrattenimento – ma anche con la diffusione di notizie proprie e con il richiamo a problemi specifici, secondo le regole del vero giornalismo”: così la Giuria del premio è Giornalismo descrive Fiorello, vincitore con la sua ‘Edicola Fiore’ della ventesima edizione del riconoscimento consegnato oggi a Milano.

Premio 'E' giornalismo'. Mario Calabresi, Maurizio Magni, Rosario Fiorello, Giancarlo e Stella Aneri e Gian AntonioStella

Premio ‘E’ giornalismo’. Mario Calabresi, Maurizio Magni, Rosario Fiorello, Giancarlo e Stella Aneri e Gian AntonioStella

Quando il direttore de La Repubblica, Mario Calabresi, “mi ha chiamato per dirmi che avevo ricevuto il premio ‘È giornalismo’, prima ho pensato che intendesse quello ‘Non è giornalismo’ poi ho detto: ma siete sicuri?”. Così Fiorello, nel corso della cerimonia di premiazione a Milano, ha commentato la scelta della giuria di assegnare a lui il premio ‘È giornalismo’ 2015, per la sua rassegna stampa ‘Edicola Fiore’.
Il premio è stato fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall’imprenditore Giancarlo Aneri. In giuria oltre ad Aneri, Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Paolo Mieli, Gianni Riotta, Gian Antonio Stella. Fiorello, salito sul palco a ritirare il riconoscimento, ha tenuto un piccolo show. “Dare un premio giornalistico a me – ha detto – è come dare il riconoscimento di showman dell’anno a Giovanni Floris”.
Con ‘Edicola Fiore’ “faccio un tipo di informazione un po’ particolare – ha spiegato -, promuovo la carta stampata nell’era del web. Ogni mattina invito la gente a leggere il giornale in un mondo in cui le notizie ci arrivano sul tablet e dobbiamo cercare di distinguere nel flusso quelle vere da quelle false”.
Poi un appello a “comprare i giornali in edicola, leggerli e magari conservare qualche articolo, qualche ritaglio di giornale”.
Fare il giornalista “è come fare il prete – ha scherzato – ti arriva la chiamata e lo diventi, come me oggi”. A giugno 2016 ‘Edicola Fiore’ diventerà, come già annunciato, una trasmissione tv con 9 puntate “di prova”. Fiorello non ha voluto svelare la rete che ospiterà la squadra, la stessa che tutte le mattine alle 7 intrattiene il pubblico.

“Giornalaio – si legge inoltre nella lettera-motivazione della Giuria del Premio – è un sostantivo che, nella lingua italiana, definisce chi gestisce un’edicola ma che spesso è stato usato come dispregiativo di giornalista. A sproposito, perché giornalista e giornalaio hanno sempre avuto un legame inscindibile e uguale dignità, nel veicolare le notizie al lettore. E, in un momento in cui l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione di massa e la crisi della carta stampata si ripercuotono anche sulle edicole e sembrano aver impoverito questo legame, siamo a premiare chi ha trovato una felice sintesi fra i due ruoli: un artista che oggi possiamo definire “giornalista-giornalaio”.
“L’utilizzo dei più moderni mezzi di comunicazione – prosegue la lettera della Giuria – diventa anche un modo per coinvolgere i giovani verso un tipo di informazione “tradizionale” a cui molti di essi appaiono refrattari. E’ un giornalismo “sui generis” che, seppur con tratto diverso, traspare poi nel suo ultimo spettacolo teatrale quando offre agli spettatori, in modo disincantato ed ironico, osservazioni e curiosità, colte nelle città visitate: non solo per strappare una risata ma anche per indurre ad una riflessione”.
Il premio ‘E’ Giornalismo’ è stato fondato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giorgio Bocca e dall’ imprenditore Giancarlo Aneri. Oggi la Giuria è composta dallo stesso Aneri, come presidente, e da Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Paolo Mieli, Gianni Riotta e Gian Antonio Stella. Il nome di Fiorello, nell’albo d’oro del premio, va ad aggiungersi a quelli di Curzio Maltese, Gianni Riotta, Gian Antonio Stella, Ettore Mo, Claudio Rinaldi, Natalia Aspesi, Francesco Tullio Altan, Antonio Ricci, Bill Emmott, Barbara Spinelli, Francesco Giavazzi, Fabio Fazio, Milena Gabanelli, Attilio Bolzoni, Sergio Romano, Mario Calabresi, Claudio Magris, Al Varian per Google e Massimo Gramellini. (ANSA)