11 maggio 2016 | 10:34

Giallo sulle dimissioni di Davide Parenti da Mediaset. L’ideatore de ‘Le iene’ si sarebbe sentito penalizzato e umiliato da alcuni episodi. Da Cologno Monzese nessun commento

(Corriere.it) Davide Parenti, l’ideatore delle Iene, avrebbe presentato una lettera di dimissioni a Mediaset dopo alcuni episodi avvenuti in questa stagione «che a suo parere lo avrebbero penalizzato e umiliato». La notizia è stata lanciata da Dagospia e ha fatto subito rumore negli ambienti tv. Da Mediaset nessun commento ufficiale sulla vicenda, Parenti invece non si fa trovare e sarebbe in vacanza — l’ultima puntata del programma è andata in onda il 5 maggio, data che potrebbe diventare simbolica anche per la minima storia televisiva. Dunque difficile capire come stiano le cose. Al di là del fatto che Parenti tecnicamente non avrebbe potuto presentare lettera di dimissioni non essendo un dipendente Mediaset, la notizia sembra nascondere comunque un malessere dell’autore del programma, uno scontento esplicitato magari ad Alessandro Salem (direttore generale contenuti Mediaset) o a Giorgio Restelli (risorse artistiche).

Davide Parenti (foto Giornalettismo)

Davide Parenti (foto Giornalettismo)

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la cancellazione del servizio di Filippo Roma sui soldi in nero presi da Fabrizio Corona, un servizio sacrificato in nome di Maurizio Costanzo, che aveva ottenuto l’esclusiva video dell’intervista a Corona andata in onda domenica sera. Filippo Roma aveva chiesto spiegazioni sulla mancata trasmissione del suo servizio, ma nemmeno Parenti — ha raccontato — gli aveva saputo spiegare il motivo. Come a dire che non era andato in onda per volontà di Mediaset e non delle Iene. Il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi però su questo punto puntualizza: «In merito a indiscrezioni di stampa totalmente infondate, Mediaset precisa che nessun servizio relativo a Fabrizio Corona è stato cancellato dai palinsesti per motivi di opportunità editoriale. La cautela ha riguardato un unico episodio che, a giudizio della Direzione Affari Legali aziendale, avrebbe potuto nuocere alle nostre reti». Alle Iene però l’informazione su questa cautela pare non fosse giunta.