11 maggio 2016 | 11:04

Nessun contrasto con Cairo o con Intesa Sanpaolo, dice l’ad di Mediobanca, Nagel. Al momento non ci sono proposte alternative per Rcs. Valuteremo l’offerta dell’editore di La7 anche dal punto di vista industriale

La decisione da parte dell’editore Urbano Cairo di lanciare un’Ops su Rcs, comunicata al mercato lo scorso 8 aprile, non ha generato alcun “tipo di contrasto né con lui nè con Intesa Sanpaolo” con Mediobanca. Ad affermarlo è l’ad dell’istituto di credito, Alberto Nagel, che nel corso di una conference call di commento ai risultati dei primi nove mesi dell’esercizio 2015/16, ha risposto alle ricostruzioni di stampa che nelle ultime settimane avevano parlato di attriti tra le due banche.

Secondo quanto si legge sulle agenzie, Nagel ha definito “collaborativo e proficuo” il rapporto con Intesa SanPaolo, ricordando che, semplicemente, “ognuno fa il proprio lavoro e persegue i propri interessi”. “I rapporti tra le parti in causa sono stati descritti in maniera assolutamente distorta”, ha detto . Lo stesso varrebbe anche per le relazioni con Urbano Cairo: “Abbiamo un rapporto molto cordiale da ormai 15 anni, cioè dall’Ipo”.

Alberto Nagel, ad di Mediobanca (foto Olycom)

Parlando nel dettaglio dell’offerta per il gruppo editoriale, Nagel ha ribadito che Mediobanca, che è in Rcs con una quota del 6,2%, ha intenzione di valutare “molto attentamente, con obiettività e senza alcun pregiudizio” la proposta di scambio carta contro carta che l’editore Urbano Cairo ha proposto lo scorso 8 aprile.

“Come azionisti di Rcs, ne valuteremo la convenienza sia dal punto di vista finanziario sia da quello industriale”, ha dichiarato, ricordando anche che negli anni scorsi Mediobanca ha provveduto a vendere i due terzi della sua partecipazione originaria a un prezzo medio unitario di 1,2 euro e che grosso modo al medesimo livello Urbano Cairo ha acquistato un pacchetto di titoli Rcs nel 2015. “L’offerta è arrivata in un momento ‘particolare’ per Rcs”, ha osservato il manager, alludendo alla forte flessione che il titolo ha accusato a cavallo tra lo scorso anno e i primi tre mesi del 2016. Sulla decisione peserà anche un tema prettamente industriale, ha sottolineato Nagel, se cioè, nello specifico “possa risultare più o meno conveniente e interessante per Rcs, una volta che in futuro ci sarà un gruppo comune, rientrare nel business dei periodici e in quello televisivo da cui la Rizzoli è uscita”.

In merito alle diverse ricostruzioni di stampa che nelle ultime settimane hanno descritto Mediobanca come al lavoro per organizzare una cordata in grado di contrastare l’azione di Cairo e proporre una soluzione più premiante per gli attuali azionisti, Nagel ha ribadito quanto già espresso lunedì in un comunicato diramato su richiesta della Consob. ”Non siamo noi promotori”, ha detto. “Non siamo un gruppo editoriale”. “Non so dire se ci sono proposte alternative probabili”, ha poi affermato. “Oggi c’è un’unica proposta sul tavolo di Cairo e questa va valutata. Se ne arriveranno altre le valuteremo con lo stesso tipo di approccio”.