11 maggio 2016 | 15:21

La Commissione Ue blocca ufficialmente la fusione tra Three e O2. Il commissario alla concorrenza, Vestager: la decisione non rappresenta un precedente rispetto all’operazione Wind-3 Italia

La Commissione Europea ha rivelato in modo formale la sua decisione di bloccare la fusione tutta britannica tra gli operatori di telefonia mobile O2 di Telefonica e Three di CK Hutchison Holdings. Il blocco, anticipato da settimane da indiscrezioni di stampa, rappresenta l’ennesimo segnale di una politica più restrittiva e severa da parte delle autorità comunitarie verso le operazioni di consolidamento nel settore delle telecomunicazioni.

“Consentire ad Hutchison di acquisire O2 secondo i termini proposti sarebbe stato negativo per i consumatori britannici e per il settore della telefonia mobile del Regno Unito”, ha spiegato, secondo quanto riporta l’agenzia Dow Jones, il commissario alla concorrenza Margrethe Vestager, esprimendo così  le preoccupazioni degli uffici antitrust Ue che avrebbero sostanzialmente deciso di bloccare la fusione per il timore che possa tradursi in un aumento dei prezzi e in minori possibilità di scelta, determinando anche effetti negativi sul fronte dell’innovazione e di sviluppo delle reti infrastrutturali.

Margrethe Verstager

Le parti, ha riferito la Commissione, hanno proposto la cessione della partecipazione di Telefonica in una joint venture con Tesco e l’offerta di parte della capacità di trasmissione a Tesco Mobile e Virgin Media pur di ottenere il via libera all’operazione. Le proposte non hanno però in definitiva risolto i timori della commissione, soprattutto sul fronte delle ripercussioni per la concorrenza. I rimedi offerti sarebbero stati difficili da implementare e da monitorare con efficacia, ha aggiunto la commissione.

Interpellata in merito alla possibilità che il blocco della fusione Three/O2 possa essere considerata un precedente in vista della decisione che l’Ue dovrà prendere su Wind/3 Italia, la stessa Vestager ha commentato: “No, la decisione di oggi non va considerata come un precedente”.