12 maggio 2016 | 13:50

Casa Italia Paralimpica per Rio 2016 sarà la parrocchia dell’Imaculada Concepçao. Il cardinale Ravasi: lo sport non è solo agonismo, ma anche sacralità e cultura

di Giorgio Greco – Nel segno della solidarietà e dei valori veri dello sport, fatto di competizione, forte agonismo ma anche dello stare e crescere insieme. Così, in sintesi, Luca Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico Italiano, ha spiegato la decisione (“meno attenta alla forma e molto più alla sostanza”) di scegliere come sede di Casa Italia Paralimpica ai Giochi di Rio la parrocchia dell’Imaculada Concepçao.

Nella foto: Gianfranco Ravasi (al centro), Luca Pancalli e Martina Cairoli

“Avremmo potuto sceglier – ha detto Pancalli – un club privato o un circolo sportivo, ma abbiamo pensato di utilizzare i soldi dell’affitto per lasciare un segno tangibile della nostra presenza a Rio, realizzando un campo sportivo per ragazzi in una delle favelas più povere oltre a una serie di progetti di avviamento allo sport per ragazzi disabili”.

Dal canto suo il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha sottolineato che il coinvolgimento del suo dicastero non è casuale: “qualcuno si è chiesto cosa c’entra il Pontificio Consiglio della Cultura con un evento come le Paralimpiadi di Rio? Io penso che che sia un’attenzione dovuta perché oggi lo sport e la musica sono due linguaggi universali. E sono sopratutto il modo di comunicare fondente tra i giovani. Del resto lo sport nella sua genesi ha avuto una dimensione che è agonistica ma anche sacrale e culturale”.

Per il momento sono 95 gli atleti italiani di 14 delle 22 discipline del programma delle Paralimpiadi che hanno ottenuto la qualificazione ai Giochi di Rio. “I nostri atleti – ha concluso Pancalli – sono portatori sani di felicità, di gioia di vivere, di solidarietà e di grande agonismo”.

Per lanciare il progetto é stato creato dal Cip un’hashtag #joinus4rio2016 per aggiornare gli utenti di Twitter sulle iniziative legate ai Giochi. Volto di questo hashtag é la campionessa di atletica leggera paralimpica Martina Cairoli, portabandiera della delegazione italiana a Rio, vincitrice della medaglia d’oro sui 100 metri ai Giochi di Londra 2012 e primatista mondiale sui 100 e 200 metri.