13 maggio 2016 | 17:08

Nuovi lettori da conquistare e ampi margini per soluzioni di engagement a basso costo, come le notifiche. Ecco cinque buoni motivi per investire in un’app di news

Nuovi lettori e possibilità di engagement a bassi costi, tra i cinque buoni motivi per cui un editore dovrebbe almeno considerare l’ipotesi di sviluppare un’app di news. A sintetizzarli su Journalism è Jonny Kaldor, chief executive officer e cofondatore di Pugpig, società di consulenza e sviluppo di soluzioni mobile, che ha tra i clienti il Daily Telegraph, l’Independent e il Finanacial Times.

Jonny Kaldor, ceo e cofondatore di Pugpig (Foto: Twitter)

La prima buona ragione per avere un’app di news, secondo Kaldor, è la crescita del consumo di news via mobile. Il ceo di Pugpig, infatti, suggerisce ai suoi clienti di “mettere tra le loro priorità contenuti” pensati e sviluppati “iPad first”, seguiti, per importanza, da “iPhone e Android”. Quest’ultimo, in particolare, secondo Kaldor, è “di gran lunga il mercato più importante per audience”, anche perché “sviluppare app per Android è gratis”.

Il secondo valido motivo per cui un editore dovrebbe investire in app di news secondo Kaldor è che finalmente gli sviluppatori hanno trovato il modo di inserire “strumenti di ricerca” per “parole chiave” e “specifici contenuti”.

A ciò si sommano altri tre buoni motivi per investrie in app mobile, conclude il ceo di Pugpig: con le notifiche e sempre nuovi strumenti, ormai, sono molteplici le vie offerte dalle app per agganciare i lettori e invitarli a trascorrere sempre più tempo online; il costo è generalmente sostenibile; e, infine, anche se il panorama dell’universo social e mobile è spesso estremamente confusionario, i canali di distribuzione sono vastissimi.