16 maggio 2016 | 10:40

Mediobanca, Pirelli, Della Valle e Unipol alleati con Investindustrial di Bonomi in una cordata anti Cairo per Rcs. L’obiettivo è sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione, puntando su sport e prodotti digitali

Diego Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli hanno raggiunto un accordo con Investindustrial su un progetto di rafforzamento e sviluppo del gruppo Rcs.  E’ quanto si legge in una nota che spiega come, per dare esecuzione a questo progetto, i Soci Rcs si sono impegnati ad apportare le proprie azioni, rappresentanti complessivamente il 22,6% del capitale sociale di Rcs, in una NewCo che lancerà un’Opa volontaria sul residuo 77,4% ad un prezzo di 0,70 euro per azione.

Attraverso questa offerta che si contrappone a quella di Cairo i soci di Rcs insieme a Bonomi “intendono garantire e preservare il prestigio e l’indipendenza delle testate giornalistiche di Rcs”. Tra le motivazioni dell’offerta si indica anche l’obiettivo di “sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione avviato dall’attuale management nonchè creare un gruppo editoriale multimediale di portata internazionale”. Il focus “sarà rivolto al mondo degli eventi sportivi e allo sviluppo dei prodotti digitali, che potranno essere sviluppati anche attraverso opportunità di crescita esterna”. L’offerta sarà valida se raggiungeranno almeno il 66,7% del capitale. Tra le condizioni inoltre alcuni impegni con le banche finanziatrici, a rinunciare a richiedere un rimborso anticipato del debito, a non chiedere azioni per rimborsi dei finanziamenti e a confermare le linee di credito.

Il prezzo, offerto per cassa, secondo quanto si apprende, incorpora un premio del 68,4% rispetto al corso di borsa del 7 aprile scorso, data antecedente l’annuncio dell’Ops promossa da Cairo Communication S.p.A, e del 17,0% rispetto a quello di chiusura di venerdì 13 maggio 2016.

Il Fondo sul comunicato diffuso da Borsa Italiana definisce la propria offerta “migliorativa rispetto all’offerta promossa da Cairo Communication, in quanto comporta un corrispettivo globale per le azioni superiore” rispetto quest’ultima, spiegando che “sulla base del prezzo ufficiale delle azioni ordinarie Cairo Communication registrato in data 13 maggio 2016, il corrispettivo dell’offerta promossa da Cairo Communication esprime una valorizzazione di circa 0,53 euro per azione dell’Emittente”.

L’Ops di Cairo prevede infatti lo scambio di un’azione Cairo (oggi scambiata a 4,4 euro ai fronte dei 4,45 euro dello scorso 13 maggio) per 8,3 azioni Rcs. Pertanto, secondo i calcoli della cordata guidata da Investindustrial, “alla stessa data di riferimento, il corrispettivo incorpora un premio di circa il 31,58% rispetto a quello dell’offerta promossa da Cairo Communication”. In caso di totale adesione all’offerta, il controvalore massimo complessivo calcolato sulla base del corrispettivo di 0,7 euro ad azione è pari a 282,75 milioni di euro.

Nella foto, in alto Andrea Bonomi, Marco tronchetti Provera; sotto Carlo Cimbri, Diego Della Valle e Alberto Nagel

La NewCo non avrà debiti finanziari e farà fronte all’esborso per l’Opa mediante mezzi propri messi a disposizione da Investindustrial di Andrea Bonomi e dai Soci Rcs che a valle dell’operazione possiederanno rispettivamente il 45% e il 55%. Quest’ultima quota sarà detenuta paritariamente in misura del 13,75% dai Soci RCS.

L’accordo tra Andrea Bonomi e gli attuali soci di Rcs prevede che l’acquisto, in sede di offerta, “del 18,49% delle azioni di Rcs, sia finanziato tramite aumento di capitale della NewCo interamente sottoscritto da International Acquisitions Holding”. L’acquisto delle ulteriori azioni, “sarà finanziato tramite ulteriore aumento in più tranche di diverso importo” in modo da lasciare Bonomi al 45% post aumenti. La contro-Opa su Rcs “non è finalizzata alla revoca dalla quotazione delle azioni Rcs sul Mercato telematico azionario” di Piazza Affari. Lo si legge nella nota sull’Operazione diffusa da Borsa italiana, in cui viene indicato che “qualora a seguito dell’Offerta, NewCo dovesse detenere una partecipazione tale da non consentire il regolare svolgimento delle negoziazioni sul Mta, provvederà alla ricostituzione di un flottante tale da mantenere la quotazione delle azioni sul Mta”. La soglia indicata da Borsa Italiana, a tale proposito, è pari al 25% del capitale per i titoli quotati su tutti i segmenti di Borsa ad eccezione di Expandi, dove scende al 10%.

Leggi o scarica la nota di Investindustrial (.pdf)