18 maggio 2016 | 18:45

Un gruppo di sette persone, con cinque interne e due esterne, per la squadra di Verdelli, dice il dg Rai, Campo Dall’Orto. L’informazione sta cambiando e spesso arriva prima dai nuovi media che dalla tv. Dal 31 maggio al via le assunzioni dei vincitori del concorso

“Il lavoro che stiamo facendo sull’informazione ha due fronti: tg e infotaimnent. E’ necessario coordinare questo lavoro per ottenere una maggiore qualità del prodotto che arriva nelle case, in modo da far capitare meno scivoloni. In questo senso la scelta della direzione editoriale dell’offerta informativa è fondamentale.

Antonio Campo Dall'Orto

Antonio Campo Dall’Orto

Stiamo procedendo all’implementazione di un gruppo di lavoro formato da sette persone, 5 interne e 2 esterne, per dare risposte sui contenuti dei programmi. Siamo un’azienda molto viva e costantemente sotto gli occhi di tutti, cosa estremamente positiva”. A dirlo il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, nel corso dell’audizione in commissione di Vigilanza Rai svoltasi oggi, mercoledì 18 maggio, parlando della direzione editoriale dell’Offerta informativa guidata da Carlo Verdelli.

Dall’Orto, secondo quanto riportano le agenziem ha precisato che l’indipendenza “resterà in capo alle testate” e che “la Rai deve rappresentare tutte le culture del Paese, ma con matrice propria di ciò che è giusto o sbagliato. Il servizio pubblico, ad esempio, non può promuovere la superstizione, perché è figlio del nostro tempo, dell’illuminismo, e ha fiducia nel progresso. Il servizio pubblico deve spiegare alle persone il concetto di rischio, dare loro gli strumenti per agire, poi ognuno fa quello che crede”.

Campo Dall’Orto ha ribadito che “per quanto sappiamo che l’informazione stia cambiando, non ci è chiaro quanto velocemente lo stia facendo”, e ha ricordato che per molte persone “l’informazione arriva prima dai nuovi media che dalla tv. E sui nuovi media ha altre forme”, ha avvertito, “perché le persone quando ne parlano non si riferiscono al ‘New York Times’, ma a Facebook…”.

Il dg è tornato sul caso che si è creato attorno alla scelta di Francesco Merlo. “Nel caso la proposta arrivata con il placet del direttore del personale e di Verdelli prevedeva il ruolo di vicedirettore”, ha detto. “Io ho chiesto una perizia legale, dalla quale è emerso che non potrà essere vicedirettore, ma con un incarico professionale che ne delimita il ruolo in maniera più chiara”.

“Aver unito persone che arrivano da dentro e da fuori potrà aiutare ad essere efficaci e autorevoli insieme”, ha ribadito ancora parlando della presenza degli esterni. ”Con le sfide che abbiamo davanti il tema è riuscire a far sì che l’azienda abbia le professionalità e le risorse per rafforzare il lavoro di tutti”. “Le linee guida perseguite – ha aggiunto sono in alcuni casi la creazione di nuove strutture aziendali, come la direzione digitale, quella creativa o quella per l’offerta informativa, e poi avere un vertice aziendale con tutte le competenze necessarie per far fronte al cambiamento. Il tutto riuscendo a semplificare l’organizzazione aziendale. Il percorso è guardare prima all’interno dell’azienda con il sistema del job posting, quando possibile. Questa dinamica di sommare analisi interna e cercare fuori ha consentito di formare un gruppo di lavoro che consente di creare valore. Il tutto è stato fatto nel rispetto del piano triennale per la trasparenza e la corruzione”.

Parlando poi dei vincitori del concorso dello scorso anno, Campo Dall’Orto ha detto: ”Stiamo definendo la dislocazione dei primi 30-35 giornalisti e contiamo di finire questa analisi con i 5 direttori di testata entro il 31 maggio, data in un cui daremo il via all’operazione”. “Di queste 35 persone, 23 hanno una data di nascita che comincia con l’8 e questo è bello. La volontà è quella di includere a tranche tutti gli altri”.

“Speriamo di poter acquisire i diritti dei prossimi Mondiali di calcio, ma la negoziazione è ancora in corso e la distanza in termini economici è ancora molto elevata”, ha aggiunto po in merito ai programmi sportivi del servizio pubblico.