20 maggio 2016 | 15:08

Nessun taglio all’informazione Rai, ma una differenziazione nell’offerta dei canali, dice la presidente Rai, Maggioni. Virus? Nessuna epurazione: con Porro trattativa in corso per un programma

“Qualche epurazione nella mia vita l’ho vista davvero, ma mai con una trattativa in corso sul programma successivo, il mantenimento dello stesso trattamento economico, la possibilità di studiare un format diverso insieme al nuovo direttore di rete. Se le epurazioni sono così, vorrei essere epurata anch’io”. Intervistata da Repubblica, Monica Maggioni commenta così il caso nato intorno alla cancellazione di Virus di Nicola Porro dai palinsesti del servizio pubblico, uno degli argomenti più discussi degli ultimi giorni in fatto di Rai.

“Questo non è un mercato dove uscire allo scoperto e gridare per far sì che i difensori pubblici accorrano a difenderti. Stiamo provando a scrivere i nuovi palinsesti: emergeranno molti punti di vista, tante Italie le cui voci in questi anni non si sono udite, che non hanno trovato lo spazio adeguato”, dice la presidente Rai, che alla domanda su eventuali tagli all’informazione risponde: “non diminuisce e non diminuirà”.

Monica Maggioni (foto Olycom)

“Quel che c’è è un disegno generale di riscrittura dei racconti della realtà e una differenziazione dell’offerta sulle reti”. “Ci sono delle linee guida sulle quali i direttori di rete stanno lavorando”, ha spiegato ancora ribadendo come la loro autonomia editoriale sia fondamentale. Dal suo punto di vista “oggi si può dare molto più fastidio alla politica che non fa le cose che promette andando nei luoghi e facendo le inchieste, piuttosto che chiudendosi in un salotto”. “C’è molta più scomodità nell’incontro diretto con la realtà”, dice ancora citando come esempio Floris “quando si sposta fuori dall’ambito stretto del talk, paradossalmente è molto molto più scomodo”.

Infine un riferimento ai talk show: “”Vogliamo ripetere anche in quest’intervista che il modello del talk è in crisi? Ok, facciamolo. Questo però non vuol dire chiudiamoli tutti, semplicemente ingegniamoci perché lo spazio del dibattito possa essere garantito da format nuovi”.