L’alleanza tra Vivendi e Mediaset fa saltare gli accordi tra il Biscione e la casa di produzione Cattleya. Riccardo Tozzi: non vogliamo perdere l’indipendenza

Salta il matrimonio tra Vivendi e Cattleya, la società di produzione di cinema e tv fondata da Riccardo Tozzi. La motivazione è nell’alleanza siglata lo scorso aprile tra Vivendi e Mediaset. Un eventuale accordo con Vivendi avrebbe fatto perdere a Cattleya lo status di produttore indipendente.

Riccardo Tozzi, presidente Anica (foto rbcasting)

Riccardo Tozzi, presidente Anica (foto rbcasting)

“L’accordo con Vivendi era praticamente fatto ma dopo lo scambio azionario con Mediaset (del 3,5% n.d.r.) a causa della normativa Ue avremmo perso la qualifica di produttore indipendente”, spiega all’Adnkronos Tozzi, che di Cattleya è amministratore delegato e azionista.

“Abbiamo rinunciato di comune accordo”, precisa ancora il produttore sulla trattativa con il gruppo capitanato da Vincent Bollorè. Tozzi chiarisce anche che le norme “sono inequivocabili” e quindi l’ipotesi di un accordo societario con Vivendi svanisce definitivamente. In sostanza la normativa europea in materia (recepita dall’Italia) prevede che un produttore indipendente non abbia legami azionari con ibroadcasters; la qualifica di ‘indipendente’ ha un peso specifico per chi produce cinema e tv in termini fiscali e di accesso ai contributi. Cattleya, che è la più grande società di produzione indipendente in Italia e che oltre a film di successo ha vari fiori all’occhiello in campo televisivo come ‘Romanzo criminale’ e, da ultimo, ‘Gomorra’, non intende rinunciarci.

Sfumato l’accordo con Vivendi, non è detto che Cattleya non si leghi ad altre società interessate ai contenuti. “La domanda è tanta, il momento per chi produce contenuti è favorevole”, afferma Tozzi, che ammette che su questo fronte ci sono “varie possibilità”. Da chi avete avuto offerte? “Da società straniere”, glissa il produttore.

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