24 maggio 2016 | 15:40

Il mercato della musica dal vivo vale 690 milioni di euro in Italia (+7,8% sul 2015), per un totale di 2.600 addetti. Spera (Assomusica): servono norme certe e progetti europei per sfruttare questo momento propizio

Settecentocinquanta milioni di euro. Tanto potrebbe valere a fine anno il giro d’affari generato dal settore della musica dal vivo in Italia. Per una crescita pari al 8,7% rispetto al 2015, quando il fatturato ha raggiunto i 690 milioni di euro (+7.8% rispetto all’anno precedente). Sono i dati emersi dalla ricerca del Cerved, commissionata da Assomusica, e presentata nel corso del convegno “La Musica dal Vivo: possibili scenari!”, in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione Italiana Organizzatori e Produttori spettacoli di musica dal vivo, che si è tenuta a Roma il 19 e 20 maggio.

Un momento dei lavori

Il comparto sta crescendo da tre anni consecutivamente, ha spiegato Assomusica, trainato dalle prime tre Regioni d’Italia per numero di biglietti venditi, che sono la Lombardia, seguita dal Lazio e dal Veneto.

Se il comparto si dimostra vivace, tuttavia, ha una redditività bassa a causa, spiega Assomusica, dei costi di realizzazione elevati che solo le grandi imprese riescono a difendere con quote di reddito rilevanti. I margini di guadagno per le imprese di servizi e di piccole dimensioni, pertanto, sono ridotti ed è evidente un alto livello di polarizzazione tra i due gruppi di imprese.

Considerevoli i dati relativi all’occupazione: su un campione di 204 imprese si registrano ben 1600 unità. Prendendo in considerazione le 68 imprese di servizi, i numeri sono molto più alti (2.600 addetti). Da sottolineare che i livelli d’occupazione sono in buona parte riferiti alle numerose imprese di dimensioni minori che risentono maggiormente della mancanza di una normativa specifica.

“E’ fondamentale una legge per il comparto della musica dal vivo”, ha dichiarato il presidente di Assomusica, Vincenzo Spera, spiegando come Assomusica sia pronta a mettere “in campo da sempre tutti gli approfondimenti tecnici del caso. Oggi è un momento molto propizio – ha spiegato – un’occasione fondamentale per un settore in forte espansione. Sarà, tuttavia, necessario creare anche un link di collegamento con le Istituzioni europee affinché si possa agire con una regolamentazione chiara e senza alcun impedimento”.

Mentre secondo Onofrio Cutaia, direttore generale spettacolo del ministero dei Beni culturali, “il testo della legge quadro potrebbe arrivare entro fine anno”. E ha aggiunto: “sarà fondamentale una fase prima sperimentale. Proveremo anche a valutare se strumenti come il tax credit, già sperimentati con successo per il cinema, possano rivelarsi utili anche per questo comparto”.

Numerosi consensi, rende noto Assomusica, per la missiva inviata all’assemblea da Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione al Parlamento Europeo e “standing rapporteur” del programma Europa Creativa: “Bisogna sostenere con forza progetti europei che creino condizioni di partenariati e di programmazione di condizioni che facilitino la mobilità di giovani musicisti, facciamo circolare le loro opere e performance, consentano stage e residenze di artista, amplino la cultura musicale e l’accesso del pubblico – ha sottolineato Costa – Con la Commissione europea si sta discutendo l’ipotesi di sperimentare azioni specifiche in questo campo. Esprimo infine grande soddisfazione per aver vinto la battaglia perché il 2018 sia proclamato ‘Anno europeo del patrimonio culturale’! Un patrimonio che uno spazio specifico per la musica dal vivo”.