25 maggio 2016 | 17:15

Per Rcs non partecipiamo a nessuna offerta. E’ positivo il fatto che la vogliano in tanti, dice John Elkann, che sull’Economist aggiunge: è unico, dieci anni fa perdeva 6 milioni di sterline, oggi è in attivo di quasi 30.

L’Economist va bene grazie alla sua unicità. Lo ha detto John Elkann, presidente di Exor, che possiede il 43,4% del settimanale della City, in occasione dell’assemblea degli azionisti ad Arese, presso il museo storico dell’Alfa Romeo.

“Oggi le prospettive di Exor sono legate a cinque grosse società che operano in settori diversi PartnerRe, Fca, Cnh, Ferrari e L’Economist”, ha spiegato Elkann. “Sono cinque società globali, oggi aggiungerne un’altra non è possibile in quanto non abbiamo i mezzi per farlo, ma è giusto cominciare a pensare al futuro”. E ha aggiunto: “il prossimo anno cercheremo di capire in quali altri settori ci piacerebbe entrare ma anche esplorare investimenti più piccoli come Welltec e potenzialmente nuovi”.

John Elkann (foto Olycom)

“Non sempre nei settori difficili tutti vanno male”, ha aggiunto il presidente di Exor, parlando dell’editoria. “Quelli che hanno unicità possono andare bene. Poichè il mondo avrà sempre più bisogno di essere informato e il numero di coloro che parlano in inglese è crescente, l’Economist ha buone prospettive”.

“Dieci anni fa – ha ricordato Elkann – l’Economist perdeva 6 milioni di sterline, oggi è in attivo di quasi 30 milioni”. Di più: “la pubblicità dieci anni fa pesava per il 50% dei ricavi, oggi per meno di un quarto. I followers sui social media sono aumentati del 31% nel 2015 con 36 milioni oggi di persone collegate in tutto il mondo. Ci sono i film, i prodotti audio e video”.

Restando nell’ambito editoriale, Elkann ha parlato anche di Rcs, specificando che a oggi la quota detenuta da Exor nel gruppo editoriale è pari all’1,74% e ribadendo l’intenzione di continuare a vendere. “Non partecipiamo a nessuna offerta, coerentemente con quanto detto manteniamo il nostro percorso”, ha detto. “E’ positivo il fatto che adesso la vogliano in tanti, considerato che l’ultima offerta è migliore della precedente. Nel 2012 nessuno voleva investire in Rcs, tanto che abbiamo dovuto partecipare all’aumento di capitale in misura maggiore di quanto ci spettava. Oggi la vogliono tutti”. Elkann ha aggiunto che “Rcs ha dimostrato capacità e impegno nel risanamento, attestato dal cda quando ha approvato i risultati del primo trimestre”. “Siamo orgogliosi di avere partecipato a questo percorso”, ha detto ancora. “Su Rcs non abbiamo nessun rimpianto. Abbiamo agito per senso di responsabilità. Quello che sta accadendo conferma che quanto fatto ha avuto valore per la società”.

“Il settore media in Italia ha prospettive positive”, ha concluso, “e molti operatori sono sicuri che ce l’abbia”.