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25 maggio 2016 | 17:28

Le tre Leghe professionistiche del calcio perdono 536 milioni. Il presidente Figc Tavecchio ai club: Riforme subito o ci pensiamo noi – INFOGRAFICA: IL CALCIO IN TV

Quintiliano Giampietro - Presso la Sala Regina della Camera dei Deputati la Federcalcio ha presentato ieri a Roma Report Calcio 2016 (PDF). La perdita totale delle tre Leghe professionistiche è di 536 milioni e cala la produzione (-3,7%). Il presidente della F.I.G.C Carlo Tavecchio avverte i club: “Riforme subito o ci pensiamo noi”.

La fotografia del nostro calcio si presenta a tinte rosse. E’ quanto emerge dallo studio della F.I.G.C., condotto insieme a PwC (PricewaterouseCoopers) e Ariel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) , relativo alla stagione 2014/2015. I dati allarmanti riguardano soprattutto il pianeta professionistico, che fa registrare una perdita netta aggregata di 536 milioni di euro (aumentata del 69,1% rispetto al rapporto precedente) così suddivisa: serie A 379 milioni, la B 91 milioni, infine Lega Pro con 66 milioni. Il valore totale della produzione è di 2.625 milioni, ma per la prima volta dopo tre anni consecutivi di crescita, subisce un calo ( -3,7%), determinato soprattutto dalla riduzione delle plusvalenze nella vendita dei calciatori. All’estero il trend è invece positivo con un +6,4% di media.

L’altro aspetto preoccupante è l’aumento dei costi. In primis quelli relativi al lavoro (in sostanza gli stipendi dei tesserati), cresciuti del 4,9%. Mondo del pallone dunque in crisi. E il presidente della F.I.G.C. Carlo Tavecchio, indicando la Bundesliga come modello di riferimento, lancia il monito alle società: “Se entro agosto non presenteranno un progetto di rifome agiremo da soli. Non possiamo rischiare il default”. E le medicine più efficaci per scongiurare il collasso secondo Tavecchio sono il cambiamento del format del campionato (con la riduzione del numero di squadre) e la costruzione di nuovi stadi.

Qualche dato positivo comunque si registra nel sistema calcio, che produce un giro d’affari di 13,7 miliardi. I ricavi per diritti tv e radio sono di 1.091 milioni, con crescita del 7,4%, quelli commerciali 409 milioni (+9,3%) e quelli da ingresso stadio 262 milioni (+18,4%). Numeri incoraggianti ma la situazione resta critica. Autentico gioiello è invece la Nazionale: ogni gara porta in cassa oltre tre milioni di euro in termini di diritti televisivi. E sull’argomento, Tavecchio gonfia il petto: “ La maglia azzurra, dopo il Papa e la bandiera tricolore, è il brand italiano più importante. Senza la nazionale saremmo decrepiti”.

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Comunicato stampa Figc

Presentata la 6ª edizione del ‘ReportCalcio’: tutti i numeri della stagione 2014/2015

Oltre quattro milioni di praticanti, circa un milione e 400mila tesserati, 610mila partite disputate in un anno: sono solo alcuni dei numeri della struttura del sistema calcistico italiano, con riferimento alla stagione 2014/2015, pubblicati nella 6ª edizione del ‘ReportCalcio’ (per il documento integrale clicca qui), lo studio della FIGC sviluppato in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers) presentato oggi presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati in Piazza Montecitorio a Roma.
Alla presentazione sono intervenuti per la FIGC il presidente Carlo Tavecchio, per AREL Enrico Letta e per PwC Emanuele Grasso. “L’unico campionato che rappresenta un punto di riferimento valido è la Bundesliga, che ha un alto fatturato e debiti relativamente contenuti. Per ridurre i nostri debiti e creare ulteriori risorse si debbono fare le riforme, partendo dalla riduzione delle società professionistiche”, ha dichiarato il numero uno della Federcalcio che ha sottolineato come la FIGC sia tra le Federazioni più trasparenti in Europa.

“La proposta sulla riforma dei campionati – ha proseguito Tavecchio – la faremo da soli se entro agosto le Leghe non faranno pervenire la loro. E’ da un anno che aspetto che le Leghe si mettano d’accordo per presentarci una riforma sostanziale. Se dopo l’Europeo non avremo ricevuto ancora niente, la Figc stilerà un proprio progetto e lo presenterà, poi ognuno farà le proprie considerazioni. Siamo in una posizione di stallo. Sappiamo tutti che la Lega di Serie A produce i ricavi del nostro mondo, ma deve capire che per mantenere la solidità del sistema il numero dei club professionisti va diminuito”. Tavecchio ha poi concluso ricordando anche i successi riscossi dalle Nazionali giovanili: “La maglia azzurra è il nostro brand più importante, la Nazionale è il nostro bene più prezioso, la nostra risorsa principale. Per questo investiamo, come dimostra questo Report, sull’internazionalizzazione della nostra attività. Le Nazionali Azzurre riscuotono grande successo in termini di seguito, partecipazione e audience”,

“Bisogna trovare il modo – ha dichiarato Grasso – di portare nuove risorse ad un sistema che va rifinanziato e capire quali azioni mettere in campo. La nostra speranza è che tutte le informazioni tecniche, economiche e gestionali fornite da ReportCalcio possano essere la base dati da cui partire per rispondere a questa esigenza di cambiamento”.
“Questo appuntamento – sono le parole di Enrico Letta – è diventato imprescindibile. Qualcosa si sta muovendo, ma gli elementi di squilibrio che abbiamo sotto gli occhi ci preoccupano e ci spingono a fare di più alla vigilia di un evento importante come il Campionato Europeo”. La situazione dell’impiantistica e la questione dei ricavi commerciali rappresentano la nota dolente: “O riusciamo ad intervenire, oppure difficilmente saremo in grado di ridurre lo spread con le altre nazioni”.

Il Report, strutturato in otto capitoli, analizza i numeri relativi alla dimensione dell’attività a livello professionistico, dilettantistico e giovanile, dal profilo sportivo, mediatico e commerciale delle Nazionali italiane a quello economico, fiscale e previdenziale del mondo professionistico, mentre i dati relativi al numero complessivo di spettatori offrono lo spunto per analizzare la situazione degli stadi italiani. Nel documento sono presenti anche un’analisi dei modelli di governance del calcio professionistico e un benchmark internazionale con i dati dei principali campionati europei e mondiali.

Ad una leggera diminuzione degli atleti professionisti (dai 14.447 del 2010/2011 ai 12.211 del 2014/2015) e dei dilettanti (da 466.371 a 388.954), fa da contraltare l’incremento dei calciatori impegnati nell’attività del Settore Giovanile e Scolastico (da 670.589 a 698.290).
Aumentano le gare disputate dalle Rappresentative Nazionali (184 rispetto alle 171 del 2013/2014) e per la prima volta sono disponibili i dati relativi al numero di spettatori presenti in occasione dei match delle Rappresentative azzurre, con un’affluenza complessiva di 556.673 spettatori e un’affluenza media di 41.188 spettatori per le gare disputate in Italia dalla Nazionale maggiore, con una crescita media annua nell’ultimo quinquennio del 18,8%.
Significativo anche il livello di internazionalizzazione: il 65% delle partite giocate dalle Nazionali italiane nel 2014/2015 sono state disputate all’estero. L’audience cumulata a livello mondiale ha superato l’1,1 miliardi di telespettatori e l’82% delle vendite nette di merchandising ufficiale FIGC-PUMA viene sviluppato all’estero (i principali mercati stranieri sono rappresentati da Stati Uniti, Francia ed Emirati Arabi).
Il movimento economico complessivo del calcio italiano produce un giro d’affari stimabile in circa 13,7 miliardi di euro, dato in crescita negli ultimi 10 anni di oltre il 50%.

Resta critica la situazione relativa all’impiantistica e all’affluenza negli stadi: il riempimento medio della capienza supera infatti il 50% solo in Serie A, per poi scendere al 41% in Serie B e al 24% in Lega Pro. Il potenziale economico ancora inespresso appare significativo: nell’ipotesi di riempimento della capienza dell’80% degli impianti (rispetto al 55% attuale), i club della Top Division italiana sarebbero in grado di ottenere quasi 100 milioni di euro di ricavi da gare aggiuntivi, dato che sale a quasi 178 milioni nel caso di utilizzo del 100% dei posti disponibili.
Un altro aspetto peculiare riguarda il ruolo sempre più importante giocato dal calcio italiano nel Sistema Paese, ad esempio sotto il profilo della contribuzione fiscale e previdenziale (pari a 1.052,9 milioni). A livello internazionale il calcio rappresenta il sistema sportivo benchmark: nelle prime 15 competizioni sportive con il maggior livello di fatturato si contano ben 9 competizioni calcistiche, con la Premier League inglese terzo campionato con maggior livello di ricavi dopo NFL e MLB. Il fatturato aggregato del calcio europeo ha toccato nel 2014 i 21,6 miliardi di euro, crescendo tra il 2010 e il 2014 del 5%, a fronte del 2,3% dell’economia europea.