26 maggio 2016 | 18:20

Per la prima volta Rcs è al centro di un’operazione di mercato, dice Della Valle. Voglio che l’azienda funzioni e che i giornalisti restino indipendenti. Un rilancio di Cairo? Se ci sarà, vuol dire che migliorano le condizioni del gruppo

”E’ la prima volta che vediamo sulla Rizzoli una operazione di mercato”. A dirlo è Diego Della Valle parlando dell’offerta su Rcs che lo vede protagonista in una cordata con Bonomi, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli, al Luxury Summit del Sole 24 Ore in corso a Milano.

Tra l’Opa e l’Ops su Rcs ”non è una questioni di buoni contro cattivi, di grandi contro piccoli, ma un’operazione di mercato pura condotta da uomini che devono fare i conti”. “Bonomi entra con un fondo e quindi deve fare i conti. Adesso vediamo cosa decide il mercato”.

Diego Della Valle (foto Olycom)

Diego Della Valle (foto Olycom)

“A me interessa che questa azienda vada bene, perché ci lavorano cinquemila persone, con una classe di giornalisti che non venga influenzata da nessuno, tanto meno dagli azionisti: se sono questi i presupposti rimarrò in Rcs in eterno, altrimenti vado”, ha aggiunto.

“E’ molto più facile gestire Tod’s che Rcs. Non c’è dubbio. Io per anni sono stato nel board di Rcs, dove venivano assunte le decisioni, ma se devo dirvi che ho toccato palla spesso, direi proprio di no. Alcune cose si decidevano fuori da quelle stanze”, ha continuato Della Valle.

“La mia convinzione quando ho investito era che un’azienda marchigiana potesse mettersi a sedere al tavolo dell’establishment italiano”, ha ricordato l’imprenditore, “ma pensavo anche che si potesse fare qualcosa civilmente per aiutare il cambiamento del Paese senza fare necessariamente politica”. “Certamente”, ha poi detto, “una serie di personaggi dell’establishment che comandava in Italia lo abbiamo mandato a casa. Siamo stati noi, altrimenti nessuno lo avrebbe fatto al nostro posto”.

Tornando a parlare dell’Ops di Cairo Communication, Della Valle ha ribadito che l’editore di La7 “ha fatto benissimo a fare l’offerta”, così come “Banca Imi ha fatto altrettanto bene a sostenerla”, ma ha insistito: “Ora e’ il mercato che deve dare risposte e decidere”.

Della Valle dal suo punto di vista non considera ostile né l’Ops né l’Opa su Rcs: “Non le considero ostili né l’una né l’altra”, ha spiegato. “Se l’Opa funziona Rcs avrà una bella capitalizzazione. C’è un management buono e a fine anno ci riaggiorniamo. Se Urbano Cairo rilancia tanto meglio, vuol dire che le condizioni sono migliorative e quindi migliorano le condizioni del gruppo. Rcs è stata gestita male negli ultimi anni, ora è gestita secondo me bene. I risultati vedremo alla fine dell’ anno”.

Della Valle sembra deciso a rimanere azionista anche nel caso prevalga l’Ops di Cairo. “Io non sono venditore, mai”, ha concluso.