26 maggio 2016 | 14:45

I broadcaster latini si uniscano per produrre contenuti, dice Giacomelli: per difendersi da Netflix servono creatività, imprenditoria e talento

“Non credo che la collaborazione” di Vivendi, primo azionista di Telecom Italia, “sarà solo con Mediaset. Ho la sensazione e, direi, la speranza, che i broadcaster europei, soprattutto quelli di segno latino, avranno la capacità di unirsi nella produzione di contenuti”. Lo sottolinea il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle tlc Antonello Giacomelli, a margine del Consiglio Trasporti, Tlc ed Energia, riunitosi stamani nella sede del Consiglio a Bruxelles. Lo riporta AdnKronos.

I broadcaster, continua Giacomelli, dovrebbero “trovare forme di collaborazione nella produzione di contenuti, e di far valere le diverse culture europee non soltanto affidandosi alla regolamentazione comunitaria, o all’eccezione culturale, a cui non ho mai attribuito un valore strategico, ma mettendo in campo imprenditorialità, inventiva, talento, creatività, know-how”.

Antonello Giacomelli

Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni

“Ho la sensazione che quello che sta avvenendo, con partner anche francesi – prosegue Giacomelli – sia solo una parte di un movimento più ampio di consapevolezza dei soggetti tradizionali europei. Non si può solo temere il ruolo di Netflix o degli Ott (Over-The-top content,distribuzione di contenuti via Internet, ndr) o affidarsi a una logica solo di regolamentazione. E’ necessario giocare la partita scendendo in campo, con un nuovo modo di stare in campo, che metta insieme le potenzialità. Mi pare che il ragionamento che c’è stato tra Vivendi, Mediaset e che non credo che si esaurirà così, vada esattamente in questa direzione”.

La decisione della Commissione Europea sul piano dell’Italia per la banda è attesa “a giorni” e i segnali “sono incoraggianti”. Lo dice sempre il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Tlc Antonello Giacomelli, a Bruxelles . Il piano deve passare al vaglio dell’Antitrust Ue, per verificarne il rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.

“Noi abbiamo fatto formalmente la notifica e pensiamo che tra pochi giorni ci sarà la risposta”. L’ok “formalmente” deve ancora arrivare, continua Giacomelli, ma “nel momento in cui arriviamo a fare la notifica formale, il significato è chiaro: il lavoro istruttorio ha ormai eliminato ogni possibilità di incomprensione; altrimenti non si fa il passo della notifica formale”.”I segnali che abbiamo – prosegue Giacomelli – sono incoraggianti e ancora oggi vedevo, nello schema nella relazione sui progressi compiuti nell’Ue sul digitale, di apprezzamento per quel piano e per le misure che mette in campo. Anzi – conclude – siamo grati al direttore Viola e a tutta la struttura di Bruxelles, che ha mostrato apprezzamento e collaborazione”.

Il governo si aspetta “che Telecom Italia prosegua nella strada ha recentemente imboccato, cioè quella diun investimento crescente nelle infrastrutture a prova di futuro”. Prosegue Giacomelli, “Con Telecom – continua Giacomelli – abbiamo un buon rapporto, sia con gli azionisti che con il management. Lo avevamo con Marco Patuano e ho avuto un incontro molto positivo e cordiale con Flavio Cattaneo e il presidente Giuseppe Recchi. Non ci sono problemi particolari: sempre quando vi è una possibilità, e Metroweb è una possibilità di straordinario valore, vi sono più proposte e si tratta di scegliere”.”Cdp e gli azionisti, mi pare di capire, sono ormai ufficialmente orientati per la proposta Enel – conclude Giacomelli – ma questo non deve essere letto come un problema nel rapporto con Telecom, che rimane un riferimento importante per l’attuazione dell’agenda digitale italiana”.