26 maggio 2016 | 16:46

Costruire ponti è strategico in un contesto sociale che cambia, fatto di nuovi conflitti e vecchi confini. Il contributo di Bmw Italia e Unaoc alla quarta giornata interculturale della Bicocca

di Matteo Rigamonti – Si è tenuta oggi la Quarta giornata interculturale Bicocca, organizzata dall’Università di Milano-Bicocca in partnership con Bmw e Unaoc, sul tema: ‘Building bridges. Tra le due sponde. L’educazione interculturale all’epoca dei nuovi fondamentalismi’. Tra i relatori, oltre a Nassir Abdulaziz Al-Nasser, alto rappresentante delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle civiltà (Unaoc), Bill McAndrews, vice president communications strategy corporate & market communications di Bmw Group, e Sergio Solero, presidente e ad di Bmw Italia, c’erano anche lo scrittore Alessandro Baricco e Lucio Caracciolo, direttore di ‘Limes’.

Il tavolo dei relatori

Costruire ponti è un “tema strategico”, ha esordito Maria Grazia Riva, direttore del Dipartimento di scienze umane per la formazione, valorizzando la lungimiranza della decisione di “affrontare questo tema in un momento in cui la cultura è sempre più destinata ad essere il frutto di meticciamento e integrazione tra popoli”. Un evento nel segno della “tolleranza, accettazione e civiltà”, ha aggiunto il prorettore dell’Università, Paolo Cherubini, in un’epoca “in cui i conflitti sociali sembrano ormai essere diventati la regola e non più appannaggio esclusivo di singoli folli”.

La Quarta giornata interculturale Bicocca, ha spiegato Mariangela Giusti, organizzatrice del convegno, prosegue un progetto avviato nel 2002 per promuovere e consolidare confronti, scambi, conoscenze nel campo dell’educazione interculturale. A distanza di due anni dalla Terza, anch’essa realizzata in partnership con Bmw, la Quarta giornata interculturale Bicocca ha voluto centrare l’attenzione sui temi della pedagogia, della didattica, dell’educazione e della formazione in ambito interculturale.

Bill McAndrews

“La promozione del dialogo interculturale fa parte della cultura di Bmw”, ha assicurato Bill McAndrews, ricordando l’intensa opera di responsabilità sociale d’impresa di cui il gruppo è protagonista. Perché, secondo McAndrews, il “modo migliore per creare futuro è contribuire a realizzare ciò che desideriamo”. Come? “Lavorando insieme come avviene, per esempio, nella nostra sede di Monaco, dove ogni giorno si incontrano circa 40 mila dipendenti che provengono da 100 nazioni differenti”. E così negli altri più di 140 paesi in cui Bmw è presente.

Secondo McAndrews “è un risultato che non avviene mai naturalmente: riuscire a far lavorare insieme persone con culture e formazioni così profondamente differenti richiede un livello elevatissimo di sensibilità e comprensione interculturale”. Un elemento “sempre più cruciale” in tempi “caratterizzati dal ritorno dei fondamentalismi e dei conflitti globali”.

Sergio Solero

Ricordando il centenario del gruppo e il cinquantesimo dall’importazione della prima Bmw in Italia, Sergio Solero, ha affermato: “il dialogo costituirà sempre più la base di una civiltà multietnica che dovrà essere capace di fare del linguaggio della differenza un valore essenziale”.

Lo sanno bene in Bmw dove non si contano sulle dita di una mano gli innumerevoli progetti di inclusione e responsabilità sociale d’impresa sostenuti e promossi dal gruppo e che trovano in Specialmente un ottimo collettore: dalla scuola di sci Sciabile, fondata nel 2003, ai Dynamo Camp e alle 100 famiglie dei bambini colpiti da patologie neurologiche ospitati insieme al San Raffaele, dai mille ragazzi recuperati alla tossicodipendenza insieme alla comunità di San Patrignano, realizzando prodotti alimentari venduti grazie all’app iFoodies, alla Scala di Milano, dove Bmw è socio sostenitore, passando per la scuola guida in collaborazione con la Polizia.

Ma anche il premio Intercultural Innovation Award, in collaborazione con l’Alleanza delle civiltà delle Nazioni Unite (Unaoc), che finora ha coinvolto 41 organizzazioni in 98 paesi di tutti i continenti per un totale di 1 milione di persone raggiunte.

Nassir Abdulaziz Al-Nasser

“Da quando sono stato a Milano per la Terza giornata interculturale Bicocca, soltanto un paio d’anni fa, ha dichiarato Nassir Abdulaziz Al-Nasser, “il nostro mondo ha visto crescere l’ondata di atti di violenza estremista e la radicalizzazione del conflitto e degli attacchi terroristici. Spesso questi atti sono ispirati da ideologie fondate sull’intolleranza che mirano a dividere l’umanità sulla base di false interpretazioni di valori religiosi, culturali e sociali. I terroristi mirano a creare un clima di paura e isteria. Essi si ispirano a principi e valori opposti a quelli declamati nella carta universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni unite. Ora più che mai, dobbiamo rimanere uniti e lavorare insieme per prevenire l’insorgenza di ideologie estremiste nelle nostra società”.

Alessandro Baricco

Anche secondo Baricco “il tema dell’intercultura è importante in una società liquida” come quella odierna, in cui “l’idea stessa di confine si fa sempre più leggera”. Ma ha ricordato: non dobbiamo solo “costruire ponti”, ma anche “mettere mattoni che contribuiscano a erigere identità”. Perché oggi “abbiamo tutti la responsabilità di educare persone che sappiano giocare in un campo globale dove i muri sono crollati”.

Lucio Caracciolo

Un processo non banale che può contribuire persino, ha concluso Lucio Caracciolo, direttore di ‘Limes’, a “fare di nuovo del Mediterraneo un circuito dove le persone e le idee possano muoversi con libertà e non una barriera come purtroppo sta diventando”.