26 maggio 2016 | 18:00

Preoccupano le nuove norme europee sugli spot, dice il presidente Fieg, Costa. Il rischio è che aumenti lo squilibrio nella distribuzione delle risorse

La revisione della direttiva Ue sui servizi audiovisivi, destinata a modificare i limiti di affollamento della pubblicità in tv, “preoccupa” la Fieg, che intravede il rischio di “un ulteriore squilibrio nella distribuzione delle risorse, in un Paese in cui storicamente c’è uno sbilanciamento a favore della televisione”. A sottolinearlo è il presidente della Federazione degli editori, Maurizio Costa, interpellato dall’Ansa in merito alle novità in arrivo da Bruxelles.

“Il limite attuale, di 12 minuti orari è volto ad assicurare un’equa ripartizione dei ricavi pubblicitari tra stampa e tv. Se la proposta della Commissione Ue dovesse essere approvata, consentendo maggiori affollamenti pubblicitari durante i programmi tv in prima serata, questo genererebbe un ulteriore squilibrio e ridurrebbe ancora le fonti di finanziamento del settore editoriale”.

Maurizio Costa, presidente di Rcs MediaGroup e presidente Fieg (foto Olycom)

Pur considerando che l’intento di Bruxelles è “supportare le tv penalizzate nei ricavi dalla concorrenza di Internet e degli over the top”, il presidente della Fieg è convinto che un’esigenza del genere “non possa risolversi con una misura che comunque penalizzerebbe gli editori di giornali e di periodici, a loro volta già fortemente penalizzati dalla pervasività degli over the top”.

La Fieg dunque, ha concluso Costa, “sottolinea e condivide le preoccupazioni già espresse a livello europeo dall’Emma (European Magazine and Media Association) e dall’Enpa (European newspaper publishers’ association), il cui presidente è Carlo Perrone”.