26 maggio 2016 | 18:10

Il 60% dei telespettatori guarda la tv con lo smartphone in mano e i giovani saltano da un device all’altro per postare sui social. Ma un italiano su quattro ama ancora godersi i programmi dal divano di casa

Sempre più condiviso e social il consumo dei programmi tv. Secondo la ricerca ‘Nuova centralità della tv nell’era dei social network’, presentata a Milano in occasione di un incontro a cura dell’Osservatorio TuttiMedia intitolato ‘La tv oltre la tv’, il 60% dell’audience, tra abituali e non, guarda il televisore con lo smatphone in mano, il 40% con il laptop sulle ginocchia e il 36% con il tablet accanto a sè.

Franco Siddi (foto Olycom)

Franco Siddi (foto Olycom)

Secondo la ricerca, che focalizza le nuove abitudini di fruizione anche per fasce d’età, una parola-chiave delle nuove esperienze di consumo televisivo è “circolazione”: da uno schermo ad un altro, da una piattaforma ad un’altra, da una pratica ad un’altra, i contenuti tv non hanno confini di spazio e di tempo.

Inoltre, i contenuti continuano a circolare per effetto del lavoro delle stesse audience: con diversi livelli di creatività, impegno e skill i consumatori Tv continuano ad alimentare la circolazione infinita di contenuti televisivi, rielaborati, interpretati e condivisi a beneficio di altre audience.

Mentre il mercato asseconda il desiderio collezionistico delle audience proponendo gadget, materiali extra, dvd etc. da acquisire per diluire nel tempo il piacere connesso con il programma di interesse. Dall’altra consumatori sempre più curiosi cercano informazioni sui brand visti in tv e utilizzano il second screen per trasformare l’interesse in ricerca di informazioni e in eventuali forme di consumo.

Come sono cambiati i modelli di audience? Si parte, spiega la ricerca, dai sofa&tv lovers (26,8% del campione), che interpretano il consumo di contenuti televisivi come un momento di relax, sul divano la sera, legato esclusivamente allo schermo tradizionale (70% tra 1 e 3 ore). Si passa alle unfocused audience (22,3%), prevalentemente donne, che utilizzano la televisione come strumento di sottofondo per accompagnare altre attività domestiche o di lavoro, gli aspiring innovators (20,4%), rintracciabili tra i millenials, che hanno incorporato l’idea della fruizione televisiva anytime, anywhere e multiscreening.

Ma ci sono anche gli early/digital adopters (24,5%), i più giovani, che mostrano la più elevata predisposizione alla visione placeshifting e multiscreening, essendo interessati a consumare expanded television text, prodotti transmediali e ad utilizzare i social media per arricchire la propria esperienza di fruizione. Senza trascurare, infine, esperienze di nicchia e chiaramente riconducibili alla GenZ (fino a 20 anni), come quelle espresse dalle sneak peek audience (5,7%), le uniche a scegliere dichiaratamente lo smartphone per la fruizione di contenuti televisivi.

La ricerca presentata, infine, allarga le prospettive, decretando l’estinzione del vecchio tubo catodico, ormai vero e proprio “dinosauro mediatico”. Franco Siddi, presidente Otm, ha spiegato di aver promosso questo incontro perché è tempo di capire come la tv resti attraente per tutti i pubblici: “la Rai non può lasciare nessuno indietro”, ha detto.