27 maggio 2016 | 15:22

L’80% dei pubblici esercizi non è in regola con il canone Rai. L’indagine della Gdf a Livorno. Sanzioni fino a a 516 euro

Controlli sul pagamento del canone Rai presso esercizi pubblici che trasmettono programmi televisivi in provincia di Livorno: l’80% di quelli ispezionati è risultato non in regola. Particolare attenzione della Guardia di finanza agli evasori del canone televisivo Rai: nei primi mesi del 2016 i militari delle Fiamme Gialle di Livorno hanno monitorato il territorio labronico ed eseguito controlli nei confronti di esercizi pubblici.

Si tratta ad esempio, riporta AdnKronos, di pub che trasmettono le partite di calcio, bar che si sintonizzano su canali all news, pizzerie con monitor alle pareti, parrucchieri che hanno tv accese su canali musicali, alberghi e bed & breakfast, esercenti che sono tenuti al pagamento del canone Rai e che sono stati ispezionati dai finanzieri del gruppo di Livorno.Su 46 interventi svolti, solo 9 operatori commerciali sono risultati in regola. Gli altri commercianti non avevano stipulato né pagato alcun abbonamento, a differenza delle famiglie a cui il canone, in base alla normativa attuale, sarà addebitato in bolletta.

I commercianti così individuati, che da ora dovranno corrispondere ogni anno la tassa in argomento, risponderanno non solo del mancato pagamento del canone per circa 17.000 euro complessivi, maggiorato degli interessi al tasso legale, ma anche delle sanzioni amministrative che possono arrivare, per ciascuno, a 516,45 euro.

La metodica del controllo prevede che i finanzieri verifichino di persona la presenza dell’apparecchio televisivo negli esercizi  commerciali in genere (bar, ristoranti, ecc.) mediante accesso diretto, considerato che l’abbonamento speciale ha validità limitata all’indirizzo per cui è stipulato, indicato nel libretto di iscrizione.