Il consigliere Rai, Diaconale, su Benigni: smaccata operazione propagandistica. Il servizio pubblico è diventato una brutale e banale fabbrica del consenso

“Benigni ha tutti i diritti di cambiare idea. Il fatto, però, che esprima la sua entusiastica adesione al ‘sì’ al referendum costituzionale in prima serata sul principale canale della tivù di stato, prima della replica della sua ode televisiva alla ‘Costituzione più bella del mondo’, è il segno di una smaccata operazione propagandistica”.La pensa così – secondo AdnKronos – il consigliere Rai, Arturo Diaconale, certo che questa operazione dimostri come la televisione pubblica sia diventata “una brutale e banale ‘fabbrica del consenso’ al servizio del governo impegnato a trasformare il referendum sulla Costituzione in un plebiscito in favore del proprio regime e del  proprio Premier”.

“Nei giorni scorsi – sottolinea – ho lanciato, insieme ai consiglieri di amministrazione della Rai Carlo Freccero e Giancarlo Mazzuca, un appello alla Commissione parlamentare di Vigilanza ad anticipare il
regolamento della campagna referendaria per assicurare il giusto equilibrio sulla Rai di Stato tra le ragioni del ‘sì’ e quelle del ‘no’. Ora torno a rilanciare la richiesta, sottolineando che il referendum costituzionale costituisce un evento eccezionale, in cui si decide la forma della democrazia repubblicana”.

“Se anche questa volta – avverte Diaconale – l’appello dovesse cadere nel vuoto non rimarrebbe altra strada che il ricorso alla magistratura o ad altre e più eclatanti forme di denuncia senza considerare che,
per la replica del suo programma, Benigni è stato pagato (il contrattoche ha firmato a suo tempo gli lascia infatti i diritti sul programma che generano proventi per ogni replica) e che retribuire la propaganda
del Sì sul servizio pubblico può avere risvolti giudiziari”

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