03 giugno 2016 | 16:20

L’ad di Enel, Starace, in una lettera ai dipendenti spiega le frasi alla Luiss: ho sbagliato, quei toni e contenuti non mi appartengono

Con un messaggio interno, inviato a tutti i dipendenti Enel, l’amministratore delegato del gruppo elettrico, Francesco Starace, è tornato sulle parole da lui pronunciate in un discorso agli studenti della Luiss, che hanno suscitato polemiche e attacchi sulla Rete. Nella mail inviata a tutti i colleghi, il top manager ha voluto spiegare meglio il senso del suo discorso, rammaricandosi per i toni usati. Qui di seguito il messaggio integrale di Starace.

Francesco Starace

Oggetto: messaggio ai colleghi

Cari colleghi, avrete forse in questi giorni sentito e letto di alcune mie riflessioni sul tema del cambiamento che ho espresso in occasione di un intervento con alcuni studenti della università LUISS lo scorso aprile.

Rivedendo l’intervento e riflettendo su quello che intendevo dire, mi rendo conto di avere sbagliato la scelta delle parole su come si porta avanti un cambiamento in un’azienda. Questo ha facilitato una strumentalizzazione che è seguita nel mese di maggio.

Di questo mi dispiaccio due volte.

La prima perché mi rendo conto di avere ferito la sensibilità di alcuni di voi, colleghe e colleghi, senza i quali il mio lavoro non avrebbe alcun valore, e che non riuscirò mai a raggiungere individualmente per spiegare il mio intento.

La seconda perché i toni e il contenuto non mi appartengono. Chi di voi mi conosce lo sa bene.

Uno dei cambiamenti che stiamo cercando di portare avanti è la consapevolezza che a volte sbagliamo. Credo che sia importante ammetterlo onestamente e imparare dai nostri errori, capaci di andare avanti in maniera più consapevole.

Abbiamo iniziato un bellissimo percorso che sta creando molta attenzione su di noi, per qualunque cosa facciamo e diciamo. Questo, come si è visto, vale soprattutto per chi come me rappresenta l’azienda e vuole che si sia fieri di esserne parte per quanto di bello e di innovativo stiamo facendo in Italia e nel mondo.

Continuiamo il nostro cammino, con maggiore consapevolezza anche delle sue difficoltà. Francesco Starace