06 giugno 2016 | 17:57

Ads e copie multiple digitali. Gruppo 24 Ore risponde al ‘Giornale’: se verranno sospese ci tuteleremo come soggetti danneggiati

Il direttore comunicazione e relazioni esterne del Gruppo 24 Ore, Francesco Benucci, sabato scorso ha replicato all’articolo uscito qualche giorno prima sul Giornale, ‘Il trucco delle copie digitali che agita il mercato dei media’. Secondo il quotidiano diretto da Sallusti i “prossimi dati mensili – quelli di aprile – sulla diffusione di quotidiani e periodici, certificati dalla società Ads. E per la prima volta, nelle tabelle, dovrebbe mancare la colonna sulle «vendite multiple digitali», vale a dire quella componente di copie che contribuisce al totale della diffusione «cartacea + digitale». Si tratta, come si legge sul sito di Ads, di quella parte di «offerta commerciale che prevede a fronte di un’unica transazione economica la messa a disposizione di un numero di utenze individuabili pari agli abbonamenti o alle copie acquistate». In altri termini sono quelle copie di giornali on line vendute in blocco alle aziende, che poi le distribuiscono a loro dipendenti piuttosto che clienti o fornitori”.

Roberto Napoletano (foto Olycom)

Roberto Napoletano (foto Olycom)

La replica del Gruppo 24 Ore

Gentile Direttore, in merito all’articolo «Il trucco delle copie digitali che agita il mercato dei media» apparso su Il Giornale del 3 giugno 2016, teniamo a precisare che, come riferisce lo stesso articolo, la questione delle copie multiple è stata sollevata dal gruppo Condé Nast e riguarda suoi concorrenti nel segmento dei periodici. Non riguarda in alcun modo il Gruppo Sole 24 Ore che richiede da tempo che la materia venga regolamentata per evitare distorsioni e utilizzi impropri. Non ci risulta sia stata comunicata alcuna decisione in merito alla sospensione delle copie multiple digitali. E qualora tale decisione fosse presa, il Gruppo 24 Ore, come soggetto terzo danneggiato, si tutelerà in tutte le sedi competenti.

Infine, non ha senso paragonare le performance diffusionali del Sole 24 Ore a quelle di quotidiani di altri gruppi editoriali italiani che per natura si rivolgono a platee completamente differenti. Mentre avrebbe senso il confronto con player internazionali quali il Financial Times, che proprio come il nostro quotidiano si rivolge per oltre due terzi a un target aziendale e professionale. Come noto, ben prima di altri gruppi editoriali italiani, Il Sole 24 Ore ha scelto di investire sul digitale, rimodulando i propri prodotti e i propri processi editoriali ed aziendali, creando di fatto un mercato.

Uno degli elementi caratterizzanti della scelta editoriale multimediale che Il Sole 24 Ore ha adottato in questi ultimi anni è stata la creazione di una filiera di quotidiani digitali specializzati che ha di fatto rafforzato il legame con la nostra platea di riferimento accentuando il profilo di strumento di lavoro indispensabile del Sole 24 Ore e stimolando, con particolare successo, la trasformazione del pacchetto storico di abbonamenti cartacei in abbonamenti digitali nelle versioni singole e multiple. Questi abbonamenti hanno contribuito in maniera significativa alla crescita a doppia cifra dei ricavi digitali da contenuto informativo del Gruppo negli ultimi due anni. In particolare solo nel 2015 la crescita dei ricavi digitali da contenuti informativi da quotidiano e quotidiani verticali è stata pari a 8,4 milioni di euro.

Sab, 04/06/2016 – 06:00
Francesco Benucci, Direttore Comunicazione e Relazioni esterne Gruppo 24 Ore

Risponde l’autore del Giornale

Nel ribadire che ci risulta che il cda di Ads abbia deliberato, all’unanimità, di sospendere temporaneamente la certificazione delle copie multiple digitali, prendiamo atto delle altre precisazioni. Le quali, peraltro, non contrastano con il contenuto dell’articolo in questione.