06 giugno 2016 | 18:40

Il gruppo cinese Suning, neo proprietario dell’Inter, vuole un impero dell’intrattenimento sportivo. ‘Corsera’: c’è un piano di “espansione strategica e acquisizioni per costituire un ecosistema sulla catena dell’offerta sportiva”

(Corriere.it)  Più che un albergo il Sofitel Nanjing Zhongshan Golf Suning dove si firma la cessione dell’Inter sembra un castello incantato. L’imponenza della struttura è studiata per dare il senso del progetto di Zhang Jindong: il capo del gruppo che vende elettrodomestici per una ventina di miliardi di dollari l’anno punta a fare di Suning Commerce Group un impero dell’intrattenimento sportivo. E l’Inter, con il suo marchio glorioso e riconosciuto nel mondo, fa parte di questo piano.
C’è un documento di 20 pagine, scritto dai consiglieri del presidente Zhang, che promette «espansione strategica e acquisizioni per costituire un ecosistema lungo tutta la catena dell’offerta sportiva». Significa che il Suning vuole essere proprietario di squadre di calcio, diritti per la trasmissione di partite via web, agenzie che controllano i giocatori, centri di addestramento e allenamento e vuole fare anche e-commerce di prodotti calcistici. Per chiudere la rete, nelle 20 pagine di presentazione del progetto (diffuso dall’agenzia Reuters) si legge che il Suning vuole diventare «un leader globale nei media sportivi, creando e distribuendo contenuti di alta qualità e costituendo una piattaforma di trasmissioni professionale».

Un «ecosistema» sportivo dominato dalla Cina di cui l’Inter entra a far parte come brand di punta. Al momento Zhang Jindong è proprietario della squadra di Nanchino, il Jiangsu Suning rilevato l’anno scorso per circa 75 milioni di euro; un’altra ottantina di milioni li ha spesi per acquistare i brasiliani Alex Teixeira e Ramires; il club sta facendo bene in campionato, terzo a sei punti dall’Evergrande, ma la settimana scorsa è stato comunque licenziato l’allenatore Dan Petrescu, sostituito con un tecnico cinese. Suning però guarda all’estero per la sua espansione e tra gli obiettivi c’è lo Stellar Group, agenzia inglese che tratta giocatori.

Quello del Suning è un progetto di geopolitica del pallone. Zhang Jindong sta marciando nella direzione indicata dal capo dello Stato Xi Jinping che chiede risultati calcistici all’altezza della potenza cinese e vuole un’industria sportiva da 850 miliardi di dollari entro il 2025. Dopo essere stata la fabbrica a basso costo del mondo ora la Cina cerca di convertire la sua economia puntando su servizi e consumi interni: il football non è un capriccio del supertifoso Xi ma un grosso tassello del mosaico. Negli ultimi trent’anni Pechino non ha mai fallito un piano quinquennale, quindi è meglio aspettare prima di liquidare come irrealizzabili i sogni di Xi. Sta di fatto che Suning fa il gioco del potere politico e sta costituendo il primo «campione nazionale» nell’industria calcistica e sportiva. Sulla strada che porta al resort di Nanchino dove Thohir oggi firma la cessione della maggioranza dell’Inter a Zhang, un grande striscione invita a «Unirsi strettamente al Comitato centrale guidato dal compagno Xi Jinping e avanzare insieme verso il Sogno cinese». Caratteri gialli su sfondo rosso. Nella hall dell’hotel-castello una piccola bandiera dell’Inter club. Striscione politico e bandiera sportiva sembrano una metafora di questa operazione. Da oggi i colori nerazzurri si fondono con il rosso della Repubblica popolare cinese.
Ma queste sono alte strategie. A Nanchino, come in tutto il mondo, ci sono anche le fantasie dei tifosi. Sul forum online dei fan del Jiangsu Suning (156.382 followers) qualcuno chiede se ora anche l’Inter cambierà nome, come il Jiangsu che ha dovuto aggiungere Suning. «Scherzi? Zhang mica è scemo, qui si parla di Internazionale, un club carico di argenteria e di storia» si legge tra le varie risposte. Tra queste voci da bar sport sul web una chiede: «Potrebbe arrivare Mancini a Nanchino per guidare i nostri?». Nel linguaggio calcistico cinese il Mister si chiama Shuai (che significa Maresciallo). E i tifosi hanno già trovato un nome di battaglia nel caso poco plausibile che il Mancio volesse sbarcare a Nanchino: si chiamerebbe Man Shuai, Maresciallo Man.