Editoria, New media, Pubblicità

08 giugno 2016 | 12:47

Nel 2020 i ricavi digitali da intrattenimento e media avranno raggiunto quelli tradizionali. Pwc: il futuro appartiene ai video online e ai mobile data (INFOGRAFICHE)

I ricavi digitali per il settore dell’intrattenimento e media vicini a eguagliare quelli non digitali nel 2020 a livello globale. Mentre cala la raccolta dei quotidiani nel medesimo periodo di tempo.  Lo rivelano le previsioni di Pricewaterhouse Coopers pubblicate nel rapporto Global Entertainment&Media Outlook 2016–2020, secondo cui il fatturato mondiale del settore Entertainment&Media (E&M) crescerà da 1.720 miliardi di US$ del 2015 a 2.140 miliardi di US$ del 2020 (+4,4%).

Secondo le previsioni di Pwc, il 2020 vedrà i ricavi digitali a quota 1.060 miliardi di dollari, quasi al livello di quelli non digitali pari a 1.070 miliardi.

In particolare, in 9 dei paesi analizzati dallo studio, tra cui Cina e Kenya, il sorpasso dei ricavi digitali su quelli non digitali si è già verificato nel 2015. Ed entro il 2020 si compirà in circa la metà dei paesi, inclusi Regno Unito, Cile e Vietnam. Mentre in Germania, anche nel 2020, i ricavi non-digitali saranno ancora pari al 61% del totale.

Alle differenze nei tassi di crescita a livello geografico, spiega Pwc, si somma la grande variabilità tra i sotto segmenti: sempre entro il 2020 il settore a maggiore crescita sarà quello della pubblicità online, che raggiungerà ricavi pari a 260,4 miliardi di dollari (+11,1%), seguito dall’accesso ad internet a 634,78 miliardi (+6,8%).

L’editoria dei quotidiani, invece, conferma il trend negativo, con i ricavi 2020 pari a 121,1 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 130,5 miliardi del 2015. Tuttavia, mentre in Nord America si registrerà un decremento annuo del 3,1%, crescerà invece del 2.7% in India e in media del 2% in Sud America.

 

Tra le tendenze del prossimo quinquennio, infine, secondo Pwc, sono da segnalare il fatto che i ricavi dell’intrattenimento e media si sposteranno sempre più dalle attività editoriali verso il video, soprattutto quello collegato a internet, con particolare attenzione ai servizi over-the-top (Ott) e di gestione dati. Tanto che, nel 2020, secondo Pwc, la spesa per l’accesso a internet, inclusi i mobile data, si contenderà il primo posto con quella per pubblicità

A ciò corrisponderà una vera e propria rivoluzione digitale da parte dei broadcaster. In particolare l’online video, tramite Svod, Tvod ed Est guadagnerà progressivamente sempre più successo; l’aumento della disponibilità di contenuti online in HD, incentiverà i consumatori a usufruire sempre di più di servizi online rispetto alla tradizionale programmazione lineare; e lo sviluppo di modelli di produzione di contenuti a basso costo subirà una spinta, soprattutto da parte dei creatori di contenuti online e mobile.

“Il settore E&M a livello globale vive un periodo di grandi cambiamenti e non è un’eccezione l’Italia”, assicura Andrea Samaja, italian leader entertainment&media di Pwc, “dove continuano le operazioni di partnership o M&A per la concentrazione e la convergenza tra i principali player dei media e delle telecomunicazioni”.