08 giugno 2016 | 18:10

Rai2 rimarrà una tv generalista, dice la direttrice, Dallatana. Puntiamo sui social e a ringiovanire l’audience. Virus? Non era in linea con i nostri obiettivi

“Nonostante un contesto aggressivo, con due nuove reti generaliste, il gruppo Rai tiene negli ascolti e lo fa anche Rai2. Vuol dire che la Rai ha ancora credito tra gli spettatori”. Lo ha detto la direttrice di Rai2, Ilaria Dallatana, in audizione in Commissione di Vigilanza.

“Per proseguire – ha proseguito – bisogna andare avanti con discontinuità, lavorando su un mix di codici tradizionali e nuovi per attirare nuovo pubblico”, secondo Dallatana, “come ha già fatto il mio predecessore, facendo attenzione a quello più pregiato, sia da un punto di vista culturale che commerciale, che è la fascia 15-44. E’ il pubblico dei giovani adulti che è molto difficile catturare”. Secondo Dallatana “Rai2 non deve però perdere il suo carattere generalista. La rete – ha aggiunto – cerca anche un’estensione verso i nuovi social, lo deve fare con idee chiare e riconoscibili che possano scatenare il dibattito”.

Ilaria Dallatana

“La prima idea per i palinsesti è la riconferma di Pechino Express, che è un programma di bandiera”, ha assicurato Dallatana. Un programma che è “riuscito a catturare i giovani e i social”.

“Stiamo anche preparando un viaggio nel tempo, che si chiamerà Il collegio – ha proseguito -. L’idea è portare adolescenti di oggi in un collegio, per farli vivere come vivevano i loro nonni nel 1960″.  E  ”ci sarà anche un uso attento delle teche. Questo è il tipo di intrattenimento su cui vorremmo rimanere: una struttura agile che permette di raccontare la realtà in modo accattivante, che più di altre si presta all’estensione su multipiattaforma”.

“Poi continueremo sul tema del bullismo, con quattro puntate di una prima serie”, ha detto ancora Dallatana, che poi ha ricordato che Rai2 “ha tante serate di puro divertimento: ci sarà ad esempio l’ultima stagione di Castle, l’ottava. In estate tentiamo di allargare l’offerta di fiction, con Jane the virgin. Ci sarà anche un appuntamento musicale, che metterà d’accordo giovani e vecchi, ma non posso darvi il nome del talento. E’ questione di giorni, ma c’è riservatezza”.

“Vedo una Rai2 molto eclettica, che rifugge il conformismo e prova a sperimentare strade nuove – ha sottolineato -. Spero che l’autunno sia l’inizio di una grande cavalcata”.

Tornerà anche, “con più spazio e in fascia più pregiata, 2Next, un magazine che ha un nome molto brutto che cambieremo. Lo riorganizzeremo, facendolo passare da 45 a 90 minuti in una fascia molto pregiata”.

“L’età media degli spettatori dei programmi informativi sta intorno ai 60 anni”, ha affondato la direttrice di rete. “Non è un obiettivo facile ma ci dobbiamo provare. Il Marketing ha commissionato una ricerca sul rapporto tra i giovani adulti e la Rai. Dal rapporto emergono elementi chiari sull’informazione. Queste persone non si identificano nel commento delle cose, ma cercano esperienze vissute. Non si riconoscono in alcuni meccanismi dell’informazione, nel racconto da parte di testimonial in cui non si riconoscono. Per questo abbiamo aperto un cantiere che lavori sul concetto di esperienza e di vissuto attraverso un programma con filmati che hanno al centro un elemento unificante: ogni inviato riproporrà un’esperienza diretta del tema di cui parla, sarà sempre in mezzo alle cose di cui parla. Penso che sia la strada giusta su cui provare a riempire questo vuoto”.

Su Virus, infine, Dallatana ha dichiarato che “non era un programma fatto male ed era realizzato con un costo basso, ma è sempre rimasto nella media del 4%, che è inferiore alla media di rete in quella fascia, del 7%. Aveva un pubblico composto da donne tra i 55 e i 65 anni e uomini sopra i 60. Nel momento in cui mi chiedono di catturare il pubblico giovane, anche sull’informazione, non posso valutare correttamente Virus in questo contesto”.

Nicola Porro (Foto: Olycom)

E ha precisato: ”a me piaceva Nicola Porro e per questo gli ho fatto una proposta di ristrutturare un magazine di attualità settimanale, dalle 18:50 a 20:30 della domenica, che è una fascia con pubblico in crescita. Anche se si va contro i tg, si può fare un bellissimo pezzo di informazione, tanto che lì stiamo continuando a lavorare”, ha proseguito, annunciando che si sta cercando “in nome del pluralismo un sostituto” e si saprà “nelle prossime settimane”.

“Porro – ha sottolineato – è un buon giornalista prestato alla tv ed è importante per il pluralismo. Mi dispiace che abbia rifiutato, c’era un’idea e la speranza di aprire un nuovo fronte. E’ vero che la fascia è difficile, ma anche la scelta di Fabio Fazio, quando ha cominciato il suo talk, sembrava una follia”.

“Alcune cose ereditate da Virus come il fact checking e rimando sul mondo social sono buone e saranno mantenute”, ha assicurato Dallatana, spiegando che al posto del talk il giovedì sera ci sarà un programma con diversi inviati “che dovrebbe fare informazione con servizi e momenti anche di studio. Il pubblico ha voglia di un racconto di cose che succedono là fuori. Ad esempio dando cinque telecamere a un inviato che le lascia a cinque profughi che raccontano il loro quotidiano. Poi si commenta in studio. Stiamo facendo anche un lavoro sul tema delle carni, allevamenti intensivi e non. Vogliamo intercettare una maniera di fare informazione anche attaccata alla realtà”.

“Non lavoro più a Magnolia da due anni e mezzo. Magnolia si è oggi diluita dentro un grande gruppo che fa capo a Bolloré, quindi è una situazione totalmente diversa. Ho deciso di comprare il format Le Pensionnat per avere i diritti direttamente. A questo punto si è aperta una gara per la realizzazione con una commissione, di cui io ho deciso di non fare parte, che ha valutato tutti i quattro progetti editoriali ed è passata Magnolia con un meccanismo di punteggio, che ha trovato un bellissimo collegio vicino Bergamo come ambientazione”. Ha poi detto Dallatana, rispondendo a una domanda sui suoi rapporti con Magnolia e sulla scelta di ambientare il programma ‘Il Collegio’ vicino Bergamo, città di cui è sindaco Giorgio Gori, fondatore con Dallatana di Magnolia. “Giorgio Gori è mio amico, fa il sindaco di Bergamo ed è felice di fare quello – ha aggiunto -. Per me Magnolia è una società come le altre e rispetto all’anno scorso produrrà meno ore di programmi. Il precedente direttore si appoggiava molto a Magnolia, io mi sono data l’obiettivo di aprire spazi oltre i magnifici quattro o cinque produttori”.