09 giugno 2016 | 10:00

Il piano per le redazioni marchigiane del Gruppo Caltagirone. Fusione tra Corriere Adriatico e la redazione di Ancona del Messaggero

Il Messaggero non lascia le Marche, ma rilancia con un nuovo piano. E’ quanto si sottolinea in via del Tritone dopo le critiche espresse dal sindacato dei giornalisti delle Marche. L’obiettivo per il Corriere Adriatico – uno dei 6 quotidiani del Gruppo Caltagirone, il più prestigioso e riconosciuto giornale delle Marche e uno dei più antichi d’Italia con 156 anni di vita – è, osservano le stesse fonti, “raddoppiare gli sforzi e gli investimenti”.

A luglio il giornale “fonderà energie con quelle del Messaggero” e si presenterà ai lettori con un nuovo prodotto “in sintonia con le eccellenze del territorio”. Sempre più integrazione tra carta/web per affrontare le sempre più complesse sfide editoriali “con strumenti moderni e nuovi contenuti interattivi”. E’ previsto un formato “più comodo e agile, un forte aumento del numero di pagine per poter descrivere e approfondire ogni dettaglio della vita quotidiana di ogni singola realtà locale”.

Molte, segnala Ansa, sarebbero le novità: inchieste, analisi di nuovi editorialisti, una sezione moderna estraibile dedicata quotidianamente a temi e tendenze (viaggi, cibo, salute, fitness, moda, tech). Spazio doppio anche per lo sport: l’inserto da 24 a 32 pagine racconterà la domenica e il lunedì ogni particolare degli avvenimenti agonistici regionali. Il nuovo progetto grafico è stato curato dallo studio spagnolo di Sergio Juan, che ha firmato i più celebri quotidiani del mondo. L’informazione nazionale sarà curata dalla redazione del Messaggero con le sue prestigiose firme: dalla politica, alla cronaca, alla cultura, fino a spettacoli e sport.

Nella mattinata dell’8 giugno il Sigim, il sindacato dei giornalisti marchigiani, aveva diffuso la notizia dell’imminente chiusura, prevista il 4 luglio, della redazione di Ancona del Messaggero. ”La decisione – si leggeva in una nota – era ormai attesa dopo la presentazione del piano di rilancio del Corriere Adriatico, altra testata della Caltagirone Editore, che sarà venduta in abbinata alle cronache nazionali del Messaggero con nuovo formato, nuova grafica e il rilancio delle cronache locali (anche in provincia di Pesaro Urbino)”. ”Spegnere le voci delle redazioni una dopo l’altra, dopo averne distrutto il tessuto (e il venduto) con scelte sbagliate e controproducenti – afferma il sindacato – non può essere una politica editoriale accettabile. Anche per questo il Sigim non aveva sottoscritto il piano di crisi al ministero del Lavoro, ritenendolo distruttivo per i territori e privo di qualsiasi contenuto di rilancio. Avevamo visto giusto”.